Covid, le misure per le zone arancioni: ecco cosa si può fare e cosa no

Cronaca
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L'ultimo Dpcm firmato da Conte per cercare di contenere la nuova ondata di coronavirus divide l'Italia in tre fasce, di colore diverso in base al livello d'allarme. Le misure specifiche per aree gialle, arancioni e rosse sono in vigore dallo scorso 6 novembre. Vediamo quali sono quelle riservate alle zone arancioni

L'ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte - che contiene nuove misure per contenere la seconda ondata di coronavirus - ha diviso l'Italia in tre fasce, contraddistinte da tre colori in base al livello di allarme. C'è il livello giallo, con le misure base valide su tutto il territorio nazionale; il livello arancione, che prevede ulteriori restrizioni per le regioni con "scenario di elevata gravità e livello di rischio alto"; il livello rosso, per quelle zone dove lo scenario è di "massima gravità" e quindi c'è bisogno di misure ancora più stringenti. Le restrizioni riservate alle aree gialle, arancioni e rosse sono in vigore dallo scorso 6 novembre. Vediamo cosa prevede il livello arancione, nel quale - secondo l'ultima suddivisione - rientrano Valle d'Aosta, Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Toscana, Campania, Basilicata e Calabria (LO SPECIALE CORONAVIRUS).

Le restrizioni per le zone con livello arancione

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Il livello arancione riguarda le regioni "caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto". Qui, oltre alle misure base valide dal 6 novembre in tutta Italia, i cittadini devono rispettare altre restrizioni. Se una regione entra nel livello arancione, queste ulteriori restrizioni rimangono valide per almeno 15 giorni.

Le restrizioni sugli spostamenti

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Le misure del livello arancione comprendono limiti agli spostamenti. C’è il divieto di entrare e uscire da queste regioni, salvo che per spostamenti motivati da “comprovate esigenze”: motivi di lavoro, salute e urgenza. Rimangono permessi gli spostamenti “strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza”, che è consentita anche agli studenti di seconda e terza media. Si può circolare all'interno del proprio comune senza obbligo di autocertificazione. Per quanto riguarda gli spostamenti tra comuni, è vietato ogni spostamento - con mezzi di trasporto pubblici o privati - in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione. Anche in questo caso, lo spostamento è consentito per “comprovate esigenze”. Per quanto riguarda lo sport, si può fare attività motoria e sportiva all’interno del proprio comune e all’aperto: palestre e piscine rimangono chiuse.

Le misure per negozi, bar e ristoranti

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Nelle zone arancioni, inoltre, sono chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Rimangono aperte mense e catering. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, l’asporto (con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze). Possono aprire invece i negozi di tutti i tipi. Via libera anche per i centri commerciali, che però devono restare chiusi nei giorni festivi e prefestivi.

Le altre misure previste dal livello giallo

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Queste misure più restrittive si aggiungono a quelle previste per tutta Italia. Anche nelle regioni considerate meno a rischio e quindi inserite in fascia gialla, infatti, dal 5 novembre sono entrane in vigore nuove restrizioni. Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso. Viene introdotto il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5 del giorno successivo: in questo orario ci si potrà spostare solo per “comprovate esigenze” (motivi di lavoro, salute, urgenza). La capienza dei mezzi pubblici (bus, metropolitane, treni regionali) viene portata al 50%, anche se è fortemente raccomandato non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati. Per le scuole, è prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori (tranne alcuni laboratori). Rimangono in presenza le attività delle scuole elementari e medie, ma è obbligatorio l’uso delle mascherine. Chiusi, oltre a cinema e teatri, anche musei e mostre. Chiuse anche palestre e piscine. Sospesi i concorsi, tranne quelli per il personale sanitario, e gli esami per l’abilitazione professionale. Per la ristorazione, rimane il divieto di apertura dopo le 18 (consentita consegna a domicilio e asporto fino alle 22). I centri commerciali, invece, chiudono nel week-end e in tutti i giorni festivi (tranne farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole).

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