Covid, Brusaferro (Iss): "Epidemia diffusa in tutta Italia, individuare asintomatici"

Cronaca

"Individuare gli asintomatici è la prima frontiera per fermare l'infezione" ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, durante l'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. L'età media delle persone che contraggono l'infezione "oggi è di circa 40 anni, nel periodo di picco era 60-70 e nel periodo estivo di circa 30 anni"

"L'epidemia è oggi largamente diffusa in tutta l'Italia e non più localizzata. L'indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus (LIVEBLOG - SPECIALE), dà l'idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente". Lo ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Siamo arrivati fin qui, ha aggiunto, "dopo un periodo estivo con numeri limitati e un periodo settembrino in lieve e progressivo aumento, che ha avuto il suo picco nelle ultime due settimane". L'età media delle persone che contraggono l'infezione è "oggi di circa 40 anni, nel periodo di picco era 60-70. Nel periodo estivo di circa 30 anni" ha aggiunto Brusaferro.

"Importante individuare asintomatici"

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E' importante "individuare gli asintomatici perchè individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per fermare l'infezione" sostiene Brusaferro, aggiungendo poi: "Bisogna tenere la curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive si possano tracciare. E' importante continuare a tracciare i positivi, senza mollare la presa: se il numero è eccedente e non si può più fare, si adottano misure per ridurre il numero dei positivi sotto la soglia". (L'APPELLO DELLE REGIONI)

Studio sul plasma

Brsaferro ha reso noti anche i dati sullo studio "Tsunami", che mira a testare l'efficacia e il ruolo del plasma ottenuto da convalescenti Covid 19. "Al 26 ottobre - ha detto - sono 188 in Italia (161 in Toscana, 16 in Lombardia, 9 in Umbria e 2 nelle Marche) i pazienti inseriti nello studio". "La partenza - ha ammesso Brusaferro - è avvenuta con grande lentezza: le procedure di attivazione dei centri hanno richiesto un tempo piuttosto lungo e a partire dal mese di giugno, fortunatamente, l'andamento dell'epidemia ha subito una battuta d'arresto". "Tsunami" coinvolge 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali distribuiti in 13 regioni e prevede l'arruolamento di 474 pazienti. (LO STUDIO IN EMILIA ROMAGNA)

Anticorpi monoclonali come arma 

"La disponibilità di anticorpi monoclonali sarà uno strumento molto importante e potente" ha infine detto Brusaferro. "C'è anche una produzione italiana, oltre a quella americana, che darà risultati nel prossimo anno. Quando saranno disponibili, la possibilità di trattare pazienti con determinati livelli di gravità consentirà di avere delle prognosi molto più favorevoli" ha spiegato il presidente dell'Istituto superiore di Sanità.

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