Dia: per mafie possibile boom di guadagni dopo pandemia, sciolti 51 Enti per infiltrazioni

Cronaca
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Le organizzazioni criminali potrebbero approfittare della crisi causata dalla pandemia per allargare il loro giro d'affari alle aziende di medie e grandi dimensioni in crisi di liquidità. L'antimafia segnala, inoltre, che sono stati sciolti 51 Enti per infiltrazioni mafiose, numero più alto dal 1991

Il post coronavirus potrebbe fare crescere i guadagni delle mafie. Questo è l'allarme della Dia, direzione investigativa antimafia, contenuto nella Relazione semestrale inviata al Parlamento. La "paralisi economica" provocata dalla pandemia di coronavirus, si legge, può aprire alle mafie "prospettive di arricchimento ed espansione paragonabili a ritmi di crescita che può offrire solo un contesto post-bellico". L'antimafia segnala anche che, a oggi, ci sono 51 Enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose, un numero che non è mai stato così alto dal 1991, anno di introduzione della normativa sullo scioglimento per mafia degli enti locali. Altro avviso arriva sui giochi d'azzardo che, dopo la droga, sarebbe il business più redditizio per i clan (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE).

Mafie potrebbero allargare il loro giro d'affari

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Secondo la Dia, le mafie potrebbero approfittare del periodo di crisi per allargare il loro ruolo di "player affidabili ed efficaci" a livello globale, mettendo le mani anche su aziende di medie e grandi dimensioni in crisi di liquidità. La relazione è riferita al secondo semestre del 2019, ma ha un focus dedicato proprio alle conseguenze dell'emergenza. Lo shock provocato dal virus ha ridotto le disponibilità di liquidità finanziaria e questo potrebbe "finire per compromettere l'azione di contenimento sociale che lo Stato, attraverso i propri presidi di assistenza, prevenzione e repressione ha finora, anche se a fatica, garantito", generando problemi di ordine pubblico. È in questo contesto che si inseriscono le mafie. Da un lato le organizzazioni si fanno infatti carico di fornire un "welfare alternativo" a quello dello Stato, dall'altro lavorano per "esacerbare gli animi" in quelle fasce di popolazione che cominciano "a percepire lo stato di povertà a cui stanno andando incontro".

I due scenari futuri

Secondo gli investigatori si prospettano dunque due scenari: uno di breve periodo, in cui le organizzazioni punteranno "a consolidare il proprio consenso sociale attraverso forme di assistenzialismo, anche con l'elargizione di prestiti di denaro, da capitalizzare" alle prime elezioni possibili, e uno di medio-lungo periodo, in cui le mafie, e la 'Ndrangheta in particolare, "vorranno ancora più stressare il loro ruolo di player affidabili ed efficaci anche su scala globale". Tra i settori che più potrebbero interessare le associazioni criminali c'è quello sanitario "appetibile" sia per le enormi risorse che saranno a disposizione sia per il controllo sociale che può garantire. Poi ci sono il turismo, la ristorazione e i servizi connessi alla persona, i più colpiti dal Covid, dove la "diffusa mancanza di liquidità espone molti commercianti all'usura". E, ancora, i fondi che verranno stanziati per il potenziamento di opere e infrastrutture "anche digitali.

Gli Enti sciolti per mafia

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Nel 2019, dice la Direzione investigativa antimafia, sono stati sciolti 20 consigli comunali e 2 Aziende sanitarie provinciali, che si sono aggiungi alle 29 amministrazioni ancora in fase di commissariamento. Dei 51 Enti, 25 sono in Calabria, 12 in Sicilia, 8 in Puglia, 5 in Campania e uno in Basilicata. Ai 51 Enti Locali già indicati nella Relazione, nei primi mesi del 2020 se ne sono aggiunti altri 6 tra cui quello di Saint Pierre in Valle d'Aosta, il primo in assoluto in questa regione. Dei 51 Enti, 16 sono stati sciolti più volte, fatto che conferma - spiega la Dia - "una continuità nell'azione di condizionamento delle organizzazioni mafiose in grado di perpetuarsi per decenni e a prescindere dal posizionamento politico dei candidati".

Il gioco d'azzardo è il secondo settore più redditizio per le mafie

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Nel "paniere" degli investimenti criminali, inoltre, il gioco rappresenta uno strumento formidabile, che si presta agevolmente al riciclaggio e garantisce alta redditività, segnala la Dia. Dopo i traffici di stupefacenti è probabilmente il settore che assicura il più elevato ritorno dell'investimento iniziale, a fronte di una minore esposizione al rischio. Camorra, 'ndrangheta, mafia, criminalità pugliese: la 'torta' dei giochi fa gola a tutte le organizzazioni e le inchieste registrano rapporti di "alleanza funzionale" tra differenti clan.

"La scarcerazione dei boss è un vulnus al sistema antimafia"

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La relazione della Dia tocca anche il tema della scarcerazione dei boss, secondo cui ogni pena alternativa al carcere rappresenta "un vulnus al sistema antimafia". L'uscita dei mafiosi, dicono gli investigatori, ha infatti "indubbi e negativi riflessi": rappresenta l'occasione per "rinsaldare gli assetti criminali sul territorio", può "portare alla pianificazione di nuove strategie affaristiche", consentire ai capi più giovani di darsi alla latitanza e anche favorire le faide tra clan rivali. Ma soprattutto, sottolinea la Dia, "la scarcerazione di un mafioso, addirittura ergastolano, è avvertita dalla popolazione delle aree di riferimento come una cartina di tornasole, la riprova di un'incrostazione di secoli, diventata quasi un imprinting: quello secondo cui mentre la sentenza della mafia è certa e definitiva, quella dello Stato può essere provvisoria e a volte effimera".

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