
Coronavirus, i focolai in Italia: dal Vicentino a Mondragone, dalla Brt a Roma. FOTO
I nuovi contagi sono passati dai 7.000 giornalieri del picco ai 150-200 in media delle ultime settimane. Ma le cronache segnalano ormai tutti i giorni nuovi allarmi. L’indice di contagio Rt è ormai a ridosso di 1 a livello nazionale, ed ha superato la soglia fatidica in tre regioni, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute: "C’è una continua circolazione virale, quindi bisogna continuare a mantenere comportamenti adeguati"

In via di esaurimento la prima grande ondata di coronavirus in Italia, con i nuovi contagi passati dai 7.000 giornalieri del picco ai 150-200 in media delle ultime settimane, il nuovo fronte della lotta al Covid-19 sono i focolai, piccoli o grandi, che si accendono a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Dal Vicentino a Mondragone, da Bologna a Roma, le cronache segnalano ormai tutti i giorni nuovi allarmi, e la sfida del sistema ora è quella di intervenire precocemente, isolando e tracciando, per spegnere la fiammella prima che diventi un incendio
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L'ultimo episodio, balzato ieri sulle prime pagine per il duro sfogo del governatore Luca Zaia (nella foto), riguarda il Veneto, ed è probabilmente anche quello più clamoroso per la sua dinamica
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Un imprenditore di un’azienda di Pojana Maggiore, nel Vicentino, che fa un viaggio di lavoro in Serbia, entra a contatto con un soggetto positivo (il cui decesso peraltro è notizia di oggi), torna, si ammala (38 di febbre e sintomi riconducibili al coronavirus) ma imperturbabile va al lavoro, a una festa di compleanno, persino a un funerale, rifiutando per giorni il ricovero e arrendendosi solo con il peggioramento della malattia. Ora è in terapia intensiva (nella foto piazza dei Signori, a Vicenza)
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Risultato: 5 positivi collegati all'imprenditore (ma il dato potrebbe aumentare), 52 contatti messi in quarantena preventiva a Vicenza, 37 nella provincia di Verona. Con un monitoraggio che coinvolge non solo Pojana Maggiore, dove risiede solo uno dei cinque risultati positivi al Covid, che comunque è asintomatico ed è a casa, ma anche altri Comuni di fuori provincia viste le disparate provenienze dei dipendenti
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Molto più esteso il focolaio in Emilia Romagna, scoppiato forse nel posto peggiore: il magazzino di un'azienda di logistica, la Brt, ex Bartolini. Venuto alla luce il 26 giugno, il focolaio ha già totalizzato 117 casi positivi, dieci dei quali tra gli ospiti di un Centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo collegati proprio agli operatori dell’azienda
Il focolaio alla Brt di Bologna
Da un singolo dipendente della Brt è partito il contagio per 77 colleghi, che a loro volta hanno infettato 39 familiari e contatti. Nota positiva: sui 117 casi accertati, a oggi risultano solo 2 ricoveri

In Toscana nelle ultime 2 settimane sono stati registrati 3 cluster familiari: sono 18 persone, straniere, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi. Essendo il contagio dovuto principalmente al sovraffollamento in casa, oltre alla difficoltà di trasmettere alle comunità straniere il valore della 'protezione' primaria-mascherina, il governatore toscano Enrico Rossi (nella foto) firmerà oggi 4 luglio una nuova ordinanza affinché i sindaci adottino provvedimenti per eliminare eventuali sovraffollamenti con l'utilizzo dell'albergo sanitario

Anche il Lazio è stato costretto a far fronte a diversi focolai dalla ripartenza a oggi: esaurito quello più grave, partito dall'istituto di ricovero e cura San Raffaele Pisana, che ha portato a oltre 120 casi e 5 decessi

Aveva destato preoccupazione il cluster in un palazzo occupato alla Garbatella, nel cuore di Roma. Una ventina i contagiati, ma dopo il doppio ciclo di tamponi anche questo focolaio sembra spento
Poi il caso del ristorante a Fiumicino (nella foto il lungomare del comune romano), dove un inserviente di ritorno dal Bangladesh ha contagiato i colleghi e i proprietari del locale, scatenando una corsa al tampone per tutti gli avventori degli ultimi giorni, ma finora fortunatamente con numeri contenuti, intorno alla dozzina di casi

Ultimo in ordine di tempo, reso noto appena due giorni fa, è il piccolo focolaio in zona Casilino, dove è bastata una cena di classe per far scattare l'allarme: due fratellini con i sintomi del Covid-19 si sono presentati al Bambin Gesù, dove sono risultati positivi. Sono scattati controlli a tappeto, che per ora non hanno trovato altre criticità

Ancora in pieno corso il focolaio a Mondragone, nel Casertano, dove nei palazzi ex Cirio è partita una catena di contagio che per ora ha prodotto 75 casi, diversi episodi di tensione con i residenti e la proclamazione della zona rossa da parte del governatore De Luca

La zona rossa di Mondragone è stata prorogata e scadrà (al netto di ulteriori proroghe) il 7 luglio

Ma i focolai non si limitano a questi, forse i più rilevanti: va citato almeno il caso di Predazzo (nella foto d’archivio una veduta del comune trentino), dove un cittadino kosovaro di ritorno dal suo paese, eludendo la prescrizione dell'autoisolamento, ha organizzato una festa con i suoi connazionali, prima di accusare i sintomi del virus: risultato, 8 contagiati finora

L’indice di contagio Rt è ormai a ridosso di 1 a livello nazionale, ed ha superato la soglia fatidica in tre regioni: Lazio, Veneto ed Emilia Romagna

“La comparsa di focolai, che vengono però rapidamente contenuti - ha sintetizzato Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute - sta a indicare che c’è una continua circolazione virale, quindi bisogna continuare a mantenere comportamenti adeguati, soprattutto portare le mascherine nei luoghi pubblici e mantenere il distanziamento sociale"