Nuovo ponte Genova, il Comitato dei parenti delle vittime: "Non saremo all'inaugurazione"

Cronaca

"Siamo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime - scrivono - ma quel momento, in quel luogo, non può essere parte di noi". Il 14 agosto 2018 morirono 43 persone, che saranno ricordate, a due anni di distanza, proprio il 14 agosto

"Saremo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime, che meritano un posto in primafila, ma come Comitato non parteciperemo alla cerimonia di inaugurazione. Quel momento, in quel luogo, non può essere parte di noi". Così il Comitato in ricordo delle vittime del ponte Morandi si è espresso sull'inaugurazione del nuovo viadotto a Genova (IL SOPRALLUOGO DI BUCCI E TOTI:FOTO - LA PRIMA AUTO: VIDEO). "Dopo le nostre pressanti richieste e l'importante intervento del presidente Mattarella - si legge ancora nel comunicato - l'inaugurazione ha acquisito connotazioni di sobrietà, soprattutto in rispetto di coloro che da quel ponte non sono più tornati".

Le motivazioni

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"È stato complesso riuscire a gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente, infatti le emozioni che la crescita di questa nuova struttura hanno suscitato in noi sono sempre state molto forti, come potrete immaginare", spiegano ancora i familiari delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, (DALLA TRAGEDIA ALLA RICOSTRUZIONE: FOTO), avvenuto il 14 agosto 2018. I parenti delle vittime del Morandi si sono riuniti giovedì 25 giugno in assemblea, per decidere la propria posizione ufficiale in vista dell'evento che si terrà nel sito del nuovo ponte alla fine dei lavori. "È stato molto difficile assistere in questi mesi alle molte cerimonie e come abbiamo sempre sostenuto, per l'origine 'indegna' che ha avuto questa costruzione, il nostro cuore e quello di molti cittadini ha sempre sperato in un'inaugurazione sobria, infatti da sempre pensiamo che i motivi di festeggiamento dovrebbero essere altri", continua il documento.

"Questo ponte ci strazia il cuore"

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I parenti delle vittime scrivono che "quando abbiamo capito che l'evento di inaugurazione avrebbe potuto diventare un evento mediatico di gran festa ci siamo mossi con forza. Non ci siamo opposti a concerti di musica classica, ma francamente ad un certo punto si era generata una tale confusione nell'informazione che per tutti penso sia stato difficile dipanare la matassa". La ricostruzione del ponte (LA POSA DELL'ULTIMA CAMPATA: LE TAPPE), inoltre "non riuscirà mai a ricostruire quello che abbiamo perso, il lavoro che è stato fatto è molto, le persone che hanno operato nella ricostruzione meritano il nostro rispetto, ma questo ponte per noi ha un significato ben preciso che ci strazia il cuore".

Il messaggio per Mattarella

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Il Comitato si rivolge anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando che il suo intervento "è stato importante affinché la cerimonia di inaugurazione assumesse 'connotazioni di sobrietà': ringrazieremo personalmente il Presidente nell'incontro privato che avremo, sia per il suo intervento in questa vicenda, sia per averci permesso di parlare con lui e comunicare il nostro sentire".

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