Coronavirus, scuola e Fase 2. Task force: divisione delle classi è lo scenario di partenza

Cronaca

La divisione delle classi, metà in aula e metà online, "è ciò che chiamiamo lo scenario zero", dice Patrizio Bianchi, capo della squadra del ministero dell'Istruzione. Azzolina: "Sono solo proposte. Prevediamo soluzioni flessibili in base all'età ma in piena sicurezza"

La "didattica mista", con metà alunni a scuola e metà collegati da casa e con una alternanza nella settimana dei ragazzi sui banchi di scuola, è  solo "una proposta". La ministra dell'Istruzione Azzolina, che ai microfoni di Sky TG24 aveva parlato dello scenario per il rientro in classe degli alunni, ora precisa che la sua è una proposta e che non ci sono ancora "decisioni prese. Questi sono solo elementi di dibattito". (AZZOLINA: CLASSI ALTERNE SOLO PER I PIU' GRANDILO SPECIALE - LA SITUAZIONE IN ITALIA: LE GRAFICHE).

Le polemiche

Le parole di Azzolina arrivano dopo la sollevazione di scudi contro questa modalità di avvio dell'anno scolastico a partire da settembre. I presidi, ad esempio, manifestano "notevoli perplessità" sulla scelta degli esami di maturità in presenza: "Non possiamo lasciare sole le scuole e i dirigenti nel decidere come organizzarsi. Né accettare un aggravio di responsabilità ulteriore". (CORONAVIRUS: AGGIORNAMENTI). Contraria anche la Cisl: "Serve un confronto serio a Palazzo Chigi. Turnazione e didattica a distanza sono improponibili per il livello di povertà di tante famiglie e per la scarsa diffusione della banda larga", scrive su Twitter il segretario generale Anna Maria Furlan. 

Task Force: è uno scenario di partenza

Sul tema è intervenuto anche Patrizio Bianchi, presidente della task force del ministero, che ha spiegato che la divisione delle classi, metà in aula e metà online, "è scenario zero, lo scenario di partenza". Bianchi ha aggiunto che l'attuale situazione “ha evidenziato tutta una serie di problemi che nella scuola italiana c'erano già da anni”. Sono 10 anni "che diciamo che la dimensione ideale di una classe è di 10-12 bambini, per superare quelle che, con un'espressione che io odio, vengono chiamate le 'classi pollaio'. (MATURITÀ AL VIA IL 17 GIUGNO - ALL'ESAME DI STATO NON SERVONO LE MASCHERINE).

Azzolina: "Non cerchiamo facili consensi"

"Per tornare a scuola a settembre in piena sicurezza stiamo immaginando soluzioni flessibili che si dovranno necessariamente adattare alle varie fasce d'età degli studenti, alle strutture scolastiche e anche alla specificità delle diverse realtà territoriali. Oltre, naturalmente, alla minaccia di contagio", ha scritto su Fb detto la ministra. La didattica mista, dunque, potrebbe essere adottata, almeno all'inizio dell'anno scolastico, per gli studenti più grandi. Per i più piccoli, invece, si potrebbe pensare all'uso anche di spazi all'aperto e dell'aumento di attività, come la musica o l'arte, che possono essere svolte garantendo il distanziamento. "Ci sarebbe piaciuto - ha aggiunto la ministra - poter riaprire tutto e farlo subito. Il presidente del Consiglio Conte, io stessa, gli altri ministri avremmo potuto inseguire un facile consenso, cavalcando il malcontento di una popolazione comprensibilmente esausta. Ma abbiamo giurato sulla Costituzione di fare l'interesse del Paese, non di curare il tornaconto personale. La salute dei cittadini viene prima di ogni cosa. Di questo siamo convinti".

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