Coronavirus Italia, Arcuri: "Sulle mascherine sentenze da liberisti da divano"

Cronaca

Il commissario straordinario polemizza con chi "dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato. Parlano sorseggiando cocktail”. Poi ha spiegato che il costo a 0,50 euro è contro gli speculatori. Sulla fase 2 ha aggiunto: serve gradualità senza sottovalutare rischi

"Avrei tanta voglia di parlare dalla trincea in cui da 40 giorni mi trovo con il dottor Borrelli e i nostri collaboratori, di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare”. Così il commissario Domenico Arcuri, in conferenza stampa alla Protezione civile, ha polemizzato con chi "dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato, sorseggiando i loro centrifugati” (CORONAVIRUS: GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

Arcuri: mascherine 0,50 euro contro speculatori

"Lo Stato deve acquistare tutte le mascherine che trova. Ho fissato il prezzo massimo nell'interesse dei cittadini, non ho fissato il prezzo massimo di acquisto”, ha spiegato Arcuri. “Lo Stato deve incentivare la produzione italiana, come con il 'Cura Italia': abbiamo rassicurato i produttori che compreremo tutto quello che produrranno. In 105 ci hanno ringraziato, solo uno ha avuto qualche dubbio. Lo Stato deve produrre tutte le mascherine che può e incentivare la produzione, l'idea che fissare un prezzo massimo abbatta la capacità dell'impresa italiana di produrne è superficiale o assai poco informata - aggiunge -. E' economia di guerra? No, è senso civico. E' per sempre? No, finché il mercato non sarà libero. E' un danno per i vergognosi speculatori, lo rivendico. Non ci saranno più le mascherine nelle farmacie e nei supermercati? Certo, nessuna che costi più di 0,50 euro” (LA MAPPA DEL CONTAGIO - LE GRAFICHE - LE TAPPE).

“Dal 4 maggio distribuite 12 milioni di mascherine al giorno”

"Da lunedì potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l'attuale fornitura”, ha aggiunto Arcuri. "Dal mese di giugno arriveremo a 18 milioni, dal mese di luglio 25 milioni e quando inizieranno le scuole a settembre potremmo distribuire 30 milioni di mascherine al giorno, undici volte quel che distribuivamo all'inizio dell’emergenza".

Arcuri: a maggio app sarà in funzione

Arcuri ha anche ricordato che "il Premier Conte ha dato una molteplicità di informazioni ai cittadini come il momento richiedeva, non ha fatto cenno alla app di contact tracing, ma non significa che il lavoro non proceda: stasera abbiamo una riunione di coordinamento. La app si avvarrà di tecnologia bluetooth e non c'è nessuna controindicazione. A maggio con le prime funzionalità, cioè il contact tracing, sarà in funzione, in tempi ravvicinati saranno attive anche le funzionalità più vicine al diario clinico", cioè la connessione con il Sistema sanitario nazionale. Infine il commissario ha ribadito che l'Italia "è il primo Paese al mondo per tamponi fatti in relazione al numero di abitanti".

Arcuri: gradualità senza sottovalutare rischi

Sulla fase 2, Arcuri ha detto: "Mancano 6 giorni al 4 maggio, conoscete le decisioni del governo, inizia un graduale alleggerimento delle misure di contenimento che tutti abbiamo dovuto sopportare. Resto un convinto assertore di prudenza e cautela, penso sia necessario aver cura di noi stessi e dei nostri cari e che i fatti valgono più dei nostri desideri. Non si può attendere che il rischio sia pari a zero per uscire dal lockdown, avete ragione, ma non ci si può illudere di uscirne sottovalutando i rischi che corriamo".

Arcuri: Germania dimostra rischi ritorno lockdown

I dati che arrivano dalla Germania dimostrano come sia alto il rischio di tornare ad un lockdown totale se mi alleggeriscono troppo in fretta le misure di contenimento prese, ha detto il commissario straordinario Domenico Arcuri commentando la notizia che l' R con zero, l'indice di contagiosità del virus, è tornato a salire in Germania da 0,7 a 1,1 . "Il governo sta valutando se definire di nuovo delle zone rosse per evitare l'estensione di nuovi focolai di infezione, che riprendono a manifestarsi. Ecco perché uscire dal lockdown non è facile ed ecco perché essere costretti a tornare al lockdown non sarebbe difficile".

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