Coronavirus, fase 2 e vacanze: in Versilia tornano anni ’60, in Puglia tamponi a turisti

Cronaca

Si studiano le misure per non sacrificare la stagione estiva ma garantire la sicurezza di clienti e lavoratori. Tra ombrelloni distanziati, docce calde all’aperto, servizio sotto le tende e controlli su chi entra, le idee sono tante. Ma anche le preoccupazioni

L’emergenza coronavirus (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - GRAFICHE) ci costringe a ripensare anche le vacanze. In attesa della ripartenza, sono tante le ipotesi sul tavolo. In Puglia, ad esempio, si valuta di sottoporre a tamponi tutti i turisti. In Toscana, invece, i gestori degli stabilimenti balneari studiano una serie di accorgimenti che, per certi versi, sembrano un ritorno agli anni ’60 (LE IPOTESI PER LE SPIAGGERISTORANTE TESTA PANNELLI IN PLEXIGLASS - LE IDEE DEL GOVERNO PER LA FASE 2)

In Toscana partiti i lavori di manutenzione

In Versilia, gli stabilimenti balneari sono ancora chiusi al pubblico, in attesa dell’ok del governo alla riapertura (ZAIA: PLEXIGLASS? IDEA INQUIETANTE - IL PROGETTO 'SAFE BEACH SPACE'). I gestori dei celebri bagni della riviera, circa cinquecento strutture fra Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, hanno però ottenuto l'autorizzazione dalla Regione Toscana per provvedere alla manutenzione. Sono quindi partiti i lavori di restyling di cabine, ombrelloni, tende, sdraio e lettini, primo passo per prepararsi alla stagione estiva. Si studiano anche le soluzioni migliori per far ripartire gli stabilimenti balneari in sicurezza. Bocciata l'idea di pannelli plexiglass circolata nei giorni scorsi (“Solo una trovata pubblicitaria di qualche azienda che li realizza: in realtà chi li ha pensati non sa com'è la vita in spiaggia", hanno commentato un po' tutti gli addetti ai lavori), c'è da capire ancora quali saranno le regole legate al distanziamento fra le persone. Le idee, comunque, sono tante.

Più distanza tra gli ombrelloni

Roberto Santini, titolare del celebre bagno Piero di Forte dei Marmi, simbolo della "dolce vita" versiliese, ne ha in mente diverse per rendere la sua spiaggia sicura ma anche attrattiva per i clienti. "Il regolamento degli arenili impone una distanza di 3 metri tra gli ombrelloni. Con 5 metri di distanza per lato metteremo 12 ombrelli in meno: sarà solo una delle molte innovazioni che questa estate diversa ci imporrà per aprire, perché non saranno i regolamenti ma la nostra attenzione alla salute dei nostri collaboratori e dei nostri clienti a farci cercare soluzioni sempre migliori per garantire la sicurezza sia in mare che fuori", ha spiegato Santini, che da qualche anno gestisce a Forte dei Marmi anche un tratto di spiaggia libera attrezzata. E ha pronto anche un suggerimento per le docce: “Trasformarle e farle calde ma all'aperto, per avere più possibilità di continuare a godere delle stesse abitudini ma più in sicurezza”. Sarini, comunque, è ottimista: “Sarà un'estate diversa, ma sarà un'estate al mare".

Ritorno agli anni ‘60

Gli stabilimenti balneari, però, non sono solo bagni e tintarella. Da tempo si può pranzare nei tanti bar e ristorantini vista mare sorti all'interno dei bagni. E allora, per superare le regole del distanziamento, si pensa a un servizio direttamente sotto l'ombrellone (o la tenda). A suggerirlo è stato Umberto Buratti, senatore eletto in Versilia, ex sindaco di Forte dei Marmi, ma in questo caso soprattutto imprenditore balneare. Per evitare assembramenti ai ristoranti dei bagni, ha spiegato, "si può immaginare di poter consumare i pasti sotto ombrelloni e tende come avveniva negli anni '60".

In Puglia si valutano tamponi ai turisti

Spostiamoci in Puglia. Anche qui un’ordinanza regionale ha autorizzato i gestori degli stabilimenti ad avviare le opere di manutenzione sulle spiagge. Il governatore Michele Emiliano, in una intervista a Rai Radio1, ha annunciato alcuni provvedimenti che la Regione intende adottare per salvaguardare i turisti e, allo stesso tempo, permettere che la stagione estiva non vada persa. “Stiamo pensando a misure molto rigide a tutela della salute, che consenta a chiunque decida di passare le vacanze in Puglia di effettuare tamponi all'entrata delle strutture turistiche per garantire tutti gli altri ospiti", ha detto. “Far saltare tutta la stagione – ha aggiunto Emiliano – è un'alternativa terrificante perché significa perdere un miliardo di fatturato annuo e centinaia e centinaia di aziende". Per questo la Regione sta studiando "misure severe ma che tutelino l'idea di vacanza, innanzitutto". Il governatore ha anche spiegato che, oltre ai turisti, vanno tutelate "le strutture e il capitale umano", perché se le aziende turistiche "decidono di cambiare i loro interessi demoliamo un lavoro straordinario che la Puglia ha realizzato negli ultimi 15 anni, facendola diventare una delle mete turistiche più ambite".

Le preoccupazioni per le disdette

Nella regione, a causa dell'emergenza sanitaria per il Covid-19, si è registrato un crollo delle prenotazioni. Tutte le associazioni di categoria sono preoccupate, a cominciare dalla Cna Balneatori. Il suo massimo rappresentante salentino, Giuseppe Mancarella, ha spiegato: “Stiamo facendo di tutto per aprire nel più breve tempo possibile. Ci stiamo attrezzando per tutelare al massimo i clienti con tutti i dispositivi necessari, dalle mascherine ai guanti, fino ai prodotti per la disinfezione. Abbiamo avuto una percentuale molto alta di disdette, che si aggira intorno all’80%, ma non dobbiamo arrenderci e dovremo puntare al pareggio, anche se questo obiettivo sarà difficilmente raggiungibile, almeno sulla base delle previsioni attuali”. Anche i sindaci si sono detti pronti a fare quanto è nelle loro possibilità per agevolare il lavoro dei concessionari. Il sindaco di Gallipoli e presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, intende intervenire sui tributi locali, con tagli in particolare sulla Tassa per l'occupazione del suolo pubblico e sull'imposta di soggiorno. Il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi, auspica iniziative della Regione a supporto degli operatori e regole chiare per lo snellimento delle procedure autorizzative. A Porto Cesareo la Cna Balneatori ha avviato i primi test sul distanziamento degli ombrelloni, avanzando le prime proposte.

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