Coronavirus, in Italia 128.948 casi. Calano ancora pazienti in terapia intensiva

Cronaca

I contagiati attuali sono 91.246. Nelle ultime 24 ore 819 guariti, per un totale di 21.815, e 525 vittime. Il numero complessivo di morti è 15.887. Brusaferro (Iss): "La curva scende, se dati confermati possiamo pensare a fase due"

In Italia le persone complessivamente risultate positive al coronavirus, compresi guariti e deceduti, sono 128.948 (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE GRAFICHE CON I NUMERI DEI CONTAGI). Di questi, 91.246 sono i contagiati attuali. Continua a calare, per il secondo giorno consecutivo, il numero degli accessi in terapia intensiva: sono 3.977 i malati di coronavirus ricoverati in questo reparto, 17 in meno rispetto a ieri. Calano anche gli altri ricoveri: dei 91.246 malati complessivi, 28.949 sono poi ricoverati con sintomi - 61 in meno rispetto a ieri - e 58.320 sono quelli in isolamento domiciliare. Le persone guarite nelle ultime 24 ore sono 819 per un totale di 21.815. Rallenta significativamente anche l'incremento del numero di vittime rispetto ai giorni precedenti: sono 15.887 i morti dopo aver contratto il coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 525. Sabato l'aumento era stato di 681. Sono questi i dati del consueto bollettino quotidiano della Protezione Civile sulla diffusione del contagio. "Dovremo cominciare a pensare alla fase 2 se questi dati si confermano", ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro (COME LEGGERE I NUMERI - DOMANDE E RISPOSTE DEGLI ESPERTI -  LE BUFALE SMENTITE DALL'ISS).

I dati regione per regione

Dai dati della Protezione civile emerge che i contagiati attuali sono:

28.124 in Lombardia
12.837 in Emilia-Romagna
10.177 in Piemonte
9.409 in Veneto
5.185 in Toscana
3.578 nelle Marche
3.186 nel Lazio
3.093 in Liguria
2.621 in Campania
2.022 in Puglia
1.774 in Sicilia
1.795 nella Provincia autonoma di Trento
1.363 in Friuli Venezia Giulia
1.420 in Abruzzo
1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano
898 in Umbria
815 in Sardegna
706 in Calabria
576 in Valle d'Aosta
254 in Basilicata
187 in Molise

Quanto alle vittime, se ne registrano:

8.906 in Lombardia
2.051 in Emilia-Romagna
631 in Veneto
1.168 in Piemonte
599 nelle Marche
325 in Toscana
556 in Liguria
189 in Campania
219 nel Lazio
154 in Friuli Venezia Giulia
182 in Puglia
158 in provincia di Bolzano
116 in Sicilia
158 in Abruzzo
43 in Umbria
91 in Valle d'Aosta
217 in Trentino
56 in Calabria
43 in Sardegna
13 in Molise
13 in Basilicata.

Borrelli: "Buone notizie ma non abbassare la guardia"

"Con il dato di oggi sui deceduti, che sono 525, registriamo il numero più basso di deceduti dal 19 marzo a oggi”, ha detto in conferenza stampa il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.  "Queste buone notizie non ci devono portare ad abbassare la guardia, uscire solo per comprovate necessità”, ha però aggiunto, per poi comunicare che ”da oggi non si trasferiscono più i malati fuori della Lombardia”.

"Mascherine? Importante uso, rispetto ordinanza"

Borrelli ha poi chiarito le sue dichiarazioni sull’utilizzo delle mascherine. ”Sono stato nuovamente frainteso - ha dichiarato -. Non indosso la mascherina perché posso mantenere le distanze di sicurezza negli ambienti in cui lavoro. È importantissimo l'uso della mascherina e l'ordinanza della Regione Lombardia va rispettata, è importante dove non si riesce a rispettare la distanza. Mascherine sono importanti perché evitano la diffusione del contagio".

"Furbetti a Pasquetta? Confido correttezza gente"

Rispondendo a chi gli ha chiesto del rischio di nuove ondate di contagi nell'eventualità di un aumento dei casi di violazione delle norme contro la diffusione del Covid-19, in particolare nei giorni di Pasqua e Pasquetta, il capo della Protezione Civile ha sottolineato: "È importante che vengano mantenuti comportamenti molto stringenti. Ringrazio forze di polizia che ogni giorno effettuano i controlli perché costituiscono un deterrente. Ma quello che conta è il comportamento che ognuno di noi deve tenere. Confidiamo nell'atteggiamento della popolazione, che deve essere corretto con il comportamento che viene richiesto".

Brusaferro: "Se questi dati si confermano, pensare a fase 2"

"La curva ha iniziato la discesa e comincia a scendere anche il numero dei morti. Dovremo cominciare a pensare alla fase 2 se questi dati si confermano". È quanto annunciato dal presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro. "Abbiamo vari indicatori, tra cui quelli sui decessi - ha aggiunto -. Il numero dei nuovi casi è in fase decrescente e ci aspettiamo che anche i decessi vadano in decrescita. L'atteso è che nei prossimi giorni vedremo ancora questo trend diminuire".

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