Coronavirus, Crisanti: "In Italia mancano all’appello 450mila casi non diagnosticati"

Cronaca

Per il virologo, sarebbero almeno 250mila i casi asintomatici più altri 200mila sintomatici che però non risultano nelle cifre ufficiali. Poi accusa: "Fino a pochi giorni fa, industrie attive con migliaia di dipendenti, specie a Bergamo, per produrre beni non necessari"

"All'appello in Italia mancano almeno 250mila asintomatici, per la maggior parte concentrati in Lombardia, e altri 200mila sintomatici, che sicuramente ci sono". Ad affermarlo è il professor Andrea Crisanti, direttore dell'unità di microbiologia e virologia di Padova, a cui la Regione Veneto ha affidato il coordinamento della campagna di tamponi a tappeto, partendo dal personale sanitario.  (LA DIRETTA – LO SPECIALE – IL PROTOCOLLO SULLA SICUREZZA DEI LAVORATORI – LA SITUAZIONE IN ITALIA - COME DIFENDERSI DAL CONTAGIO)

"Il virus è lo stesso, cambia il numero di tamponi"

In un’intervista rilasciata al Gazzettino, Crisanti ha spiegato: "Il virus è sempre lo stesso nelle varie regioni, quello che cambia è il fatto che in Veneto sono stati fatti molti più tamponi che altrove". Poi aggiunge: " L'obiettivo è di passare dagli attuali 2mila a 4mila test al giorno, per arrivare in 3-4 settimane a 20mila al giorno. Secondo l'ultima rilevazione comparabile, i 61.115 test effettuati in Veneto hanno permesso di scovare 5.505 malati (un positivo ogni 11 esami), mentre in Lombardia, regione che ha il doppio di abitanti del Veneto, i 28.761 contagiati sono stati trovati con 73.242 analisi (uno ogni 2,5). (I PAESI DOVE SI REGISTRA IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGI - LE FOTO SIMBOLO)

"Bastava fare come il Giappone"

In un’altra intervista, rilasciata al Corriere della Sera, lo stesso professor Crisanti parla di una colpevole sottovalutazione dell’emergenza in Italia: "Bastava mettere tutte le risorse possibili sui focolai iniziali, come hanno fatto in Giappone, Corea e Taiwan. E invece da noi fino a pochi giorni fa c’erano industrie attive con migliaia di dipendenti". Poi aggiunge: "Abbiamo voluto difendere il Paese dei balocchi e l’economia anche di fronte alla morte".

"Lombardia, si dovevano cercare asintomatici già 20 giorni fa"

Sulle nuove misure messe in atto dalla Lombardia che, come il Veneto, sta iniziando ad intensificare i controlli anche laddove non si presentano casi fortemente sintomatici, Crisanti afferma: "Penso che facciano bene. C’è molta gente che accusa sintomi non gravi e potrebbe essere positiva". Tuttavia, secondo il virologo, questo non basta e per provare a rimediare sarebbe comunque troppo tardi: "Dovrebbero cercare anche fra gli asintomatici testando le categorie più esposte, per cerchi concentrici. Ma penso anche che avrebbero dovuto farlo 20 giorni fa. E invece non c’è stata alcuna sorveglianza epidemiologica. Vedo persone che muoiono a grappoli. Questo è un fallimento della classe dirigente del Paese. Troppi morti". 

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