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Delitto Cogne, avvocato Taormina chiede pignoramento villetta ad Annamaria Franzoni

2' di lettura

La casa di Cogne salì alla ribalta nel gennaio 2002 per l'uccisione del piccolo Samuele, figlio della Franzoni, che fu condannata per il delitto a una pena di 16 anni scontandone poi 11

Sarà il Tribunale di Aosta ad avere l'ultima parola su una contesa giudiziaria che vede protagonista l'avvocato Carlo Taormina e Annamaria Franzoni, la donna che fu condannata a 16 anni di carcere per l'uccisione, avvenuta a gennaio del 2002, del figlio Samuele in una villetta a Cogne. I 16 anni di pena furono ridotti a meno di 11 grazie a tre anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata.Taormina, che difese la Franzoni fino al processo di appello, lamenta il mancato pagamento degli onorari da parte della donna e dunque chiede il pignoramento della casa stessa secondo una sentenza arrivata nel marzo 2017 dal tribunale di Bologna che quantificò la cifra mancante in 275mila euro. 

Pignoramento avvenuto il 22 ottobre 

Il pignoramento è stato notificato alla Franzoni lo scorso 22 ottobre e la cifra da corrispondere a Taormina è salita a oltre 470mila euro considerando l'Iva, gli interessi e le spese per la cassa previdenza degli avvocati. L'11 novembre la Franzoni, assistita dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, si è opposta al pignoramento, iscrivendo a ruolo, ad Aosta, la procedura. In pratica, oltre a un vizio nella notifica dell'atto, si sostiene che la villetta non sia pignorabile perchè è all'interno di un fondo patrimoniale, costituito a maggio 2009 da Franzoni e dal marito Stefano Lorenzi. Il giudice dell'esecuzione Paolo De Paola ha fissato un'udienza il prossimo 11 dicembre.

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