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Carabiniere ucciso, Cerciello Rega era disarmato: "Aveva dimenticato la pistola"

4' di lettura

Il comandante provinciale di Roma: "Ma comunque non c'è stato il tempo di reagire". Sulla vicenda della foto dell'arrestato bendato, il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino assicura: "Indiziati interrogati nel rispetto della legge"

Mario Cerciello Rega "aveva dimenticato l'arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire". Lo ha rivelato il Comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, nella conferenza stampa sull'omicidio del vicebrigadiere, ucciso a coltellate nella Capitale, per il quale sono in carcere gli americani Gabriel Christian Natale-Hjorth e Finnegan Lee Elder, di 18 e 19 anni. Cerciello Rega e Andrea Varriale, intervenuti in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati a Roma, "non immaginavano di trovarsi di fronte una persona con un coltello di 18 centimetri, e non si aspettavano neanche di essere aggrediti nel momento in cui si qualificavano come carabinieri", ha aggiunto Gargaro. Il comandante ha poi spiegato che la pistola di Cerciello "l'abbiamo trovata nel suo armadietto in caserma e il motivo perché fosse lì lo sa solo lui. L'unica cosa che sappiamo è che aveva con sé le manette e che era in servizio". Su quanto accaduto, però, "ci sono ancora diversi aspetti su cui dobbiamo lavorare e fare degli approfondimenti", ha spiegato il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino, intervenuto anche lui in conferenza stampa, e "stiamo facendo indagini per ricostruire ancora più nel dettaglio la vicenda" (COSA SAPPIAMO FINORA - LA CAMERA ARDENTE - I FUNERALI).

Prestipino: "Caduto un servitore dello Stato"

Prestipino è intervenuto in particolare sulle polemiche per la foto di uno dei due americani indagato con una benda sugli occhi: “Gli indiziati sono stati interrogati nel rispetto della legge” e  è stato un “fatto oggetto di tempestiva segnalazione da parte della stessa Arma dei Carabinieri”, ha assicurato Prestipino. Il procuratore ha definito quella di Rega una “perdita insanabile, vuoto incolmabile” e ha definito il carabiniere ucciso “uno dei tanti che in silenzio e con sacrificio era orgoglioso della divisa". Poi ha aggiunto: "Deve essere chiaro il senso di quello che è accaduto: è caduto un servitore dello Stato nell'adempimento del suo dovere".

Foto americano bendato, "accerteremo i fatti con rigore"

Prestipino ha poi assicurato: "Gli interrogatori sono stati effettuati con tutte le garanzie difensive”, ha assicurato Prestipino, “alla presenza dei difensori, dell'interprete e previa lettura di tutti gli avvisi di garanzia previsti dalla legge. Gli interrogatori sono stati anche registrati". Sulla vicenda della foto di uno dei due americani arrestati per l'omicidio, Prestipino ha detto: accerteremo i fatti "senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende. La procura - ha aggiunto - ha già avviato le indagini per accertare quanto accaduto, per consentire la più adeguata qualificazione giuridica e per individuare tutte le responsabilità".

Comandante carabinieri: "Procedura dell'operazione regolare"

Il comandante Gargaro ha insistito più volte durante la conferenza che "la procedura seguita" dai due carabinieri durante il loro intervento "è stata regolare". E quanto alla presenza delle pattuglie, Gargaro ha ribadito che "le pattuglie erano lì e sono state lasciate lì per intervenire. Erano a distanza tale da non poter essere viste per non pregiudicare l'operazione".

Comandante carabinieri: "Non c'è stato tempo di reagire"

Gargaro ha espresso "disappunto e dispiacere per le ombre e i presunti misteri che sono stati sollevati e diffusi in merito a questa vicenda". Poi ha spiegato che i carabinieri intervenuti "sono stati aggrediti immediatamente" dai 2 americani: "non c'è stata possibilità di usare armi, di reagire". Il Comandante provinciale dei carabinieri ha descritto quanto avvenuto sulla scena dell'omicidio. Gargaro ha definito "giusta" la decisione di mandare i due militari in borghese all'appuntamento con gli americani. "Nel momento in cui" Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale "si sono qualificati sono stati immediatamente aggrediti, pochi attimi in cui Varriale è stato sopraffatto e buttato a terra" ha aggiunto Gargaro che poi ha sottolineato che in zona "c'erano 4 pattuglie, che non dovevano essere visibili per non pregiudicare l'operazione e che sono intervenute pochi minuti dopo l'allarme" (L'AUDIO DELLA TELEFONATA AL 112 - IL VIDEO DELLA FUGA DEI 2 GIOVANI - I CASI DEGLI ULTIMI ANNI).

Data ultima modifica 30 luglio 2019 ore 13:45

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