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Caso procure, il pg Riccardo Fuzio anticipa le dimissioni: lascerà il 21 luglio

I titoli di Sky Tg24 delle ore 18 del 13/07

3' di lettura

Il Procuratore generale è indagato per abuso d’ufficio a Perugia. Il 4 luglio aveva annunciato di voler lasciare la magistratura ma gli era stato chiesto di restare fino alla nomina del successore. “Non sussistono le condizioni interne”, spiega ora il Pg

Il Procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, esce di scena prima del previsto: doveva restare sino al 20 novembre e invece tra una settimana (il 21 luglio) lascerà la magistratura. Lo fa con "rammarico", dopo aver constatato che "non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità della Procura generale" della Cassazione. La decisione, legata allo scandalo che si è abbattuto sulle procure e che vede Fuzio tra gli indagati a Perugia, è stata comunicata due giorni fa al Csm, al Ministero della Giustizia e ai colleghi della Procura generale (CASO PROCURE: TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA).

L’indagine e il passo indietro

Il 4 luglio scorso Fuzio aveva comunicato al presidente Sergio Mattarella la decisione di andare in collocamento a riposo anticipato. Un passo indietro, apprezzato dal Capo dello Stato, dovuto alle polemiche seguite alla pubblicazione dell'intercettazione di un colloquio tra Fuzio e il pm romano Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione. A seguito di quell’intercettazione, anche il pg della Cassazione è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di rivelazione di segreto d’ufficio.

Il cambio della data

Dopo la sua comunicazione a Mattarella, il Comitato di presidenza del Csm, di cui Fuzio è componente di diritto, gli aveva chiesto di restare il tempo necessario alla nomina del suo successore. Ma ora, in un comunicato diffuso dall'avvocato Grazia Volo, si spiegano le ragioni per cui questo non è più possibile: "Il Procuratore generale Fuzio aveva aderito all'invito di garantire la continuità delle attribuzioni assegnate all'ufficio della Procura Generale fino alla data del 20 novembre 2019". Ma "nella giornata dell'11 luglio 2019, avendo constatato che, nonostante la vicinanza della gran parte dei magistrati dell'Ufficio, non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità dell'Ufficio della Procura Generale nel rispetto dei criteri organizzativi, ha modificato la precedente decorrenza e, con rammarico, ha chiesto di essere collocato a riposo anticipatamente dal 21 luglio 2019".

Agito per “spirito di servizio”

"Ancora un atto per spirito di servizio per poi poter liberamente esprimere il proprio pensiero sulla intera vicenda", si legge nella nota diffusa dall'avvocato Volo. "Solo così - aggiunge la nota - si affronterà il nodo della esclusiva titolarità della azione disciplinare". Inoltre, Fuzio sottolinea: "Ritengo necessario tutelare, con immediatezza, le delicate funzioni istituzionali affidate alla Procura Generale e la serena funzionalità dell'intero Ufficio senza recare al contempo pregiudizio alla necessità di difendermi, con piena libertà di azione e libero da ogni dovere istituzionale che mi deriva dalla carica, dalle ingiuste accuse che da più fronti in queste ultime settimane mi vengono mosse".

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