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Sea Watch, gli insulti contro Carola: “Ti violentino”. VIDEO

3' di lettura

Allo sbarco a Lampedusa la capitana è stata accolta da applausi ma anche da violente offese: "Zingara, tornatene in Olanda", "Spero ti violentino". Le scuse di un ragazzo: "Ero ubriaco". Al suo arrivo la 31enne è stata arrestata, ora è ai domiciliari

Non solo applausi ma anche diversi e pesanti insulti, anche a sfondo sessista: così è stata accolta all'arrivo al porto di Lampedusa, Carola Rackete (CHI È), la comandante della Sea Watch che ha deciso di attraccare e portare a terra i 40 migranti che aveva a bordo da circa due settimane nonostante la mancanza di autorizzazioni da parte delle autorità (IL PUNTO - LE POLEMICHE POLITICHE - VIDEO - FOTO). Ad attenderla al suo arrivo sul molo, oltre a un gruppo di sostenitori della giovane capitana, che l'ha accolta con applausi, c'era anche un altro gruppo che l'ha contestata pesantemente, rivolgendole offese di ogni tipo e frasi come "Spero che ti violentino" e "Zingara, tornatene in Olanda", oppure "Vergognati, devi andare in galera". Gli insulti sono stati documentati in un video pubblicato sui social dal senatore del Pd Davide Faraone. Una delle persone che rivolto gli insulti sessisti alla capitana della Sea Watch, intervistato da Adnkronos, ha chiesto "scusa alla comandante Carola. Mi dispiace ma ero arrabbiato perché due giorni prima dei tunisini avevano molestato la mia ragazza e ce l’avevo con loro", ha detto il ragazzo, un pizzaiolo lampedusano di 23 anni. Precisazioni sono arrivate anche dal circolo "Lega Lampedusa", che sulla sua pagina Facebook afferma di "non avere niente a che fare con quelle frasi razziste". (CAROLA RACKETE AD AGRIGENTO PER L'UDIENZA)

L'ex senatrice leghista sul molo: "Non fate scendere nessuno o ci scappa il morto"

Sul molo c’era anche l’ex senatrice della Lega e vicesindaca di Lampedusa Angela Maraventano, che ha minacciato l’equipaggio della Sea Watch, la capitana e i migranti: "Non fate scendere nessuno perché ci scappa il morto - ha detto rivolgendosi alle forze dell'ordine - arrestateli tutti, anche i profughi". "E' una vergogna - urla Maraventano rivolta verso la nave -. Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nella nostra isola. La capitana la dovete ammanettare subito".

L'avvocato di Sea Watch: "Si difenderà davanti al giudice"

La Sea Watch ha attraccato a Lampedusa dopo 17 giorni in mare, dopo che la comandante Rackete ha deciso di non volere più aspettare una soluzione da parte delle autorità europee (“Non sarebbe arrivata in tempi brevi”, ha spiegato in un video prima di dirigersi verso Lampedusa). Dopo aver ignorato l’alt della Guardia di finanza e aver speronato una nave dei finanzieri che cercava di impedirle l’attracco, è stata arrestata. Al momento dello sbarco i militari delle fiamme gialle sono saliti a bordo, l’hanno prelevata e condotta su un’auto in caserma. "Si difenderà davanti al giudice, è stanca e stressata come avete visto tutti quando è scesa dalla nave", ha raccontato l'avvocato di Sea Watch, Leonardo Marino. La sua assistita si trova ai domiciliari a Lampedusa, in attesa dell’udienza di convalida nei prossimi giorni. È accusata di violazione degli articoli 1100 del codice della navigazione, che sanziona con la pena massima di 10 anni chi fa violenza o resistenza a una nave da guerra, e il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, e sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Data ultima modifica 29 giugno 2019 ore 21:28

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