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Sea Watch, tribunale di Catania archivia il caso. Salvini: “Si possono chiudere i porti”

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3' di lettura

Accolta la richiesta della Procura per la vicenda dello scorso gennaio, quando 47 migranti non poterono scendere dalla nave della ong per 10 giorni. Le accuse erano di sequestro di persona: archiviate le posizioni del ministro dell'Interno, di Conte, Di Maio e Toninelli

Archiviazione delle posizioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini, del premier Giuseppe Conte, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. È questa la decisione, su richiesta della Procura, del Tribunale dei ministri di Catania, che ha così archiviato il caso della nave Sea Watch del gennaio scorso (LE TAPPE DELLA VICENDA), quando 47 migranti furono trattenuti sulla nave, fatta sbarcare soltanto dopo 10 giorni al porto di Catania. L’ipotesi era di sequestro di persona, e per questo si era parlato di un possibile altro caso Diciotti, per il quale lo stesso Tribunale dei ministri di Catania aveva chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, poi respinta lo scorso 19 febbraio dalla Giunta per le immunità del Senato. Salvini commenta soddisfatto la decisione: “Bene!”, afferma il vicepremier. “Processi e indagini non mi fanno paura, ma sono felice che anche la magistratura confermi che si possono chiudere i porti alle navi pirata. Continuerò a difendere i confini", esulta Salvini. 

Sea Watch al largo di Lampedusa da 9 giorni

Intanto la nave battente bandiera olandese della ong si trova ancora, 9 giorni dopo aver salvato 43 persone in mare, al largo di Lampedusa. Su Twitter Sea Watch commenta: “Con una motovedetta della Guardia costiera, questa notte a Lampedusa sono sbarcate 81 persone, partite dalla Libia. Intanto i 43 naufraghi a bordo di Sea Watch rimangono bloccati in mare al 9° giorno dal soccorso. Quanto deve durare questa ipocrita e disumana messinscena?".

Le motivazioni del tribunale: “Sea Watch entrata in Italia senza autorizzazioni”

La nave della ong Sea Watch "è entrata in Italia in maniera unilaterale e senza le necessarie autorizzazioni della Guardia Costiera": è questa in sintesi la motivazione del tribunale del riesame di Catania che ha disposto l'archiviazione per Conte, Salvini, Di Maio e Toninelli per il caso della Sea Watch del gennaio scorso. I giudici sottolineano la differenza con il caso della Diciotti che era una nave militare italiana.

Il caso del gennaio scorso

Il caso Sea Watch (LE TAPPE DELLA VICENDA) era cominciato il 19 gennaio quando la nave aveva soccorso 47 naufraghi, tra cui 8 minorenni, nelle acque del Mediterraneo. Dopo una settimana trascorsa senza risposte da nessun Paese alla richiesta di un porto sicuro avanzata dal comandante, l'imbarcazione era stata autorizzata - a causa delle cattive condizioni meteo - a entrare nelle acque territoriali italiane. Salvini aveva poi chiesto chiarimenti al governo olandese, ipotizzando la sussistenza di elementi per denunciare i membri dell'equipaggio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel frattempo si erano moltiplicati gli appelli di associazioni e cittadini a consentire lo sbarco. La procura di Siracusa aveva intanto aperto un fascicolo di indagine senza reati né indagati e smentisce l'ipotesi del sequestro ma bisogna aspettare il 30 gennaio perché la nave riceva indicazione dal Viminale di dirigersi verso il porto di Catania. Lo sbarco avviene il 31, dopo dodici giorni in balia delle onde. Saranno 7 Paesi ad accogliere i migranti: oltre all’Italia, anche Germania, Francia, Portogallo, Romania, Lituania, Malta e Lussemburgo.

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