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Diciotti, Giunta dice no a processo Salvini. Giarrusso contestato dai dem mima le manette

3' di lettura

Negata l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona aggravato, così come chiesto da Gasparri. 16 voti favorevoli al ministro, 6 contrari. Il vicepremier: grazie, facciamo il bene del Paese. Protesta Pd. Di Maio replica: "In passato eravate per immunità"

Non ci sarà un processo a carico del ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. La giunta per le Immunità si è espressa a favore della relazione del presidente e relatore Maurizio Gasparri, che ha chiesto di dire no alla richiesta della procura di Catania di procedere nei confronti del vicepremier, negando così l’autorizzazione a procedere. I voti a favore della proposta di Gasparri sono stati 16, sei i contrari. "Siamo una squadra. Al governo c'è una squadra, non ci sono dei singoli, quindi ringrazio per la fiducia alla squadra", ha commentato Salvini. Il Tribunale dei ministri di Catania aveva chiesto di poterlo processare con l'accusa di "sequestro di persona aggravato" per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave. Un altro parere negativo era già arrivato ieri anche dagli iscritti al Movimento 5 Stelle che, attraverso la piattaforma online Rousseauhanno detto no a un procedimento a carico del leader della Lega.

Salvini: avrei accettato qualunque risposta perché facciamo il bene del Paese

Salvini dopo il voto ha ribadito che per lui “prima viene la difesa dei confini e la sicurezza della mia gente quindi lavoravo tranquillo ieri e lavoro tranquillo oggi. I senatori hanno fatto e faranno le loro scelte”. “Avrei accettato qualunque risposta - ha aggiunto - consapevole del fatto che quello che sto e stiamo facendo lo facciamo per il bene del nostro Paese. Quindi ero e sono pronto a qualsiasi tipo di giudizio".

I voti

I favorevoli alla proposta di Gasparri di negare l'autorizzazione a procedere contro Salvini sono stati i 4 senatori di FI: Gasparri, Malan, Modena e Paroli; i 4 della Lega-partito Sardo d'azione: Pillon, Tesei, Pellegrini, Augussori; Meinhard Durnwalder del gruppo Autonomie; Balboni di FdI; i 6 esponenti del M5S: Giarrusso, Crucioli, Evangelista, Gallicchio, Riccardi, Urraro. La senatrice D'Angelo ha appena partorito e non si è presentata in Giunta. Hanno votato invece a favore dell'autorizzazione a procedere i 4 senatori del Pd: Cucca, Rossomando, Ginetti e Bonifazi; Pietro Grasso di LeU e Gregorio De Falco (ex M5S) ora al gruppo Misto.

Pd contro Giarrusso. Di Maio: "In passato eravate per immunità"

Quando Gasparri e i commissari sono usciti dall’Aula, alcuni senatori dem che stavano protestando davanti all'aula della Giunta per le Immunità, hanno cominciato a gridare "Vergogna e onestà. Giarrusso vergogna", ma anche "buffone", "restituisci lo stipendio", "dimettiti", all'indirizzo del capogruppo M5S in Giunta delle Immunità. "Mio padre e mia madre sono regolarmente a casa: altri sono ai domiciliari. E poi sono loro che parlano di onestà. Sono loro che dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto loro e i loro parenti per distruggere l'Italia", replica Giarrusso facendo il gesto delle “manette”, riferendosi al caso dei genitori dell’ex premier Matteo Renzi ai domiciliari per bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture false. E sul caso, in serata, interviene anche il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: "Magari quelli che urlavano oggi onestà, onestà, sono gli stessi che in passato hanno votato a favore dell'immunità parlamentare”. E sul gesto di Giarrusso spiega: "Credo che gli sia scappata un po' di mano la situazione per la pressione".

Data ultima modifica 19 febbraio 2019 ore 21:55

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