Turiste uccise in Marocco, confessa uno degli arrestati

Cronaca

I corpi delle due ragazze scandinave sono stati ritrovati sulle montagne dell’Alto Atlante nel dicembre scorso. Sono 24 le persone a processo per omicidio premeditato e costituzione di gruppo terrorista. Il capo si pente: "Ho decapitato una di loro"

 

Ha confessato uno degli uomini arrestati per l’uccisione di due turiste, una danese e una norvegese, in Marocco nel dicembre scorso. Abdessamad Ejjoud, venditore ambulante di 25 anni e presunto capo della cellula terroristica, ha ammesso la propria colpevolezza davanti alla corte di Salé, vicino Rabat: “Ho decapitato una di loro, me ne pento”, ha affermato senza specificare quale delle due ragazze.

Uccise sulle montagne dell'Alto Atlante

Louisa Vesterager Jespersen, 24 anni, danese, e Maren Ueland, 28 anni, norvegese, sono state uccise dopo essere state violentate nel dicembre dello scorso anno. I loro corpi senza vita sono stati trovati il 17 dicembre scorso nell'Alto Atlante, una regione turistica montuosa del Sud del Paese e molto popolare tra gli escursionisti. Circa 48 ore dopo il ritrovamento, è arrivata la svolta nelle indagini con la diffusione su Internet di un video che mostra la scena della decapitazione di una giovane da parte di un uomo armato di coltello.

24 persone a processo

Il 25enne è a processo insieme ad altri 23 presunti jihadisti davanti alla corte di Salé, vicino Rabat. Si tratta di 23 marocchini e un uomo con doppia nazionalità svizzera e spagnola: sono accusati di omicidio premeditato e costituzione di gruppo terrorista. 

 

 

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