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Turiste uccise in Marocco, i 4 sospettati avevano giurato fedeltà all’Isis

I titoli di Sky Tg24 delle 17 del 21/12

3' di lettura

Le autorità confermano l’autenticità del video in cui gli arrestati per l'omicidio delle due ragazze scandinave si dichiarano “soldati” di al-Baghdadi e dello Stato islamico. “Attacco brutale contro innocenti”, dice il primo ministro norvegese. Fermate altre 9 persone

Sono state fermate altre nove persone che, secondo le autorità marocchine, sono in qualche modo collegate alla decapitazione delle due turiste scandinave, avvenuta a inizio settimana ai piedi dell'Alto Atlante. Le stesse autorità hanno reso noto che i primi quattro uomini arrestati, sospettati di aver ucciso le due donne, avevano giurato fedeltà all’Isis prima degli omicidi. I corpi della danese Louisa Vesterager Jespersen, 24 anni, e della norvegese Maren Ueland, 28 anni, sono stati trovati lunedì in un’area isolata vicina a Imlil, nella zona turistica dell'Alto Atlante.

Video girato una settimana prima

Nei giorni successivi al ritrovamento, quattro persone sono state arrestate a Marrakech perché sospettate di aver ucciso le giovani per finalità terroristiche. Le autorità marocchine hanno confermato l’autenticità di un video, comparso sui social network, in cui si vedono i quattro giurare fedeltà all’Isis e al suo leader Abu Bakr al-Baghdadi. Il procuratore generale che si sta occupando del caso ha fatto sapere che nel video i sospettati minacciano di realizzare attentati. Abu Bakr al Baghdadi ha "soldati in Marocco", afferma uno dei sospettati che sembra essere il portavoce dei quattro. Dalle indagini del Bureau central d'investigativo Judiciaires è poi emerso che le immagini sono state girate una settimana prima dell’omicidio delle due turiste, in un luogo diverso rispetto a quello in cui sono stati trovati i loro corpi. Un altro video comparso su internet mostra invece il momento della decapitazione di una delle due giovani.

Altri nove arresti

Le indagini, intanto, continuano. Le autorità marocchine hanno fatto sapere di aver arrestato altre nove persone collegate agli omicidi. Gli arresti sono avvenuti in diverse città del Paese: Marrakech, Essaouira, Sidi Bennour, Tangeri e Chtouka. L'operazione, ha precisato l'Ufficio federale delle indagini giudiziarie (Bcij), ha portato anche al sequestro di un fucile, di diverse armi bianche, di materiale elettronico e di elementi per fabbricare bombe.

“Attacco brutale e insensato”

“Questo è un attacco brutale e senza alcun senso contro persone innocenti, a cui noi reagiamo con disgusto”, ha detto il primo ministro norvegese Erna Solberg in riferimento all’omicidio delle due scandinave. Un omicidio "politicamente motivato e quindi un atto di terrorismo", ha detto invece il primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen, secondo il quale "ci sono ancora forze oscure che vogliono combattere i nostri valori" e di fronte alle quali "non dobbiamo arrenderci". Rispetto ad altri Paesi nordafricani, il Marocco non è stato particolarmente interessato da attentati estremisti. Il più recente risale all’aprile del 2011, quando 17 persone sono state uccise da una bomba esplosa in un ristorante di Marrakech. Il Bureau di investigazioni, nato nel 2015, ha detto di aver individuato e neutralizzato in tutto 57 cellule jihadiste, di cui otto nel solo 2018.

Data ultima modifica 21 dicembre 2018 ore 18:10

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