Riace, Mimmo Lucano rinviato a giudizio: il processo a giugno

Cronaca

Il sindaco sospeso affronterà il processo con rito ordinario assieme a un’altra ventina di persone, tra cui la sua compagna. Tutti accusati, a vario titolo, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio. Il procedimento si svolgerà a Locri

Il sindaco sospeso di Riace, Domenico Lucano (CHI È), è stato rinviato a giudizio assieme ad un'altra ventina di persone, perché indagati nell'ambito dell'inchiesta "Xenia", sulla gestione dei migranti nel borgo calabrese. La decisione è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Locri Amelia Monteleone dopo sette ore di camera di consiglio. Il processo con rito ordinario si aprirà l'11 giugno prossimo.

Le accuse

La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per Lucano, la sua compagna Tesfahun Lemlem, e più di 20 altre persone: tra i vari reati, gli imputati sono accusati a vario titolo di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, abuso d'ufficio, associazione a delinquere e truffa.

Gli arresti e il divieto di dimora

Lucano è stato arrestato il 2 ottobre 2018, inizialmente agli arresti domiciliari. Dopo la decisione del giudice del Riesame di Reggio Calabria, gli è stato imposto il divieto di dimora a Riace. Ora, il tribunale dovrà nuovamente esaminare la sua posizione, dopo che la Cassazione ha riconosciuto l’insufficienza di indizi a suo carico in relazione all’accusa di aver “turbato” le procedure di gara per l’assegnazione, nel suo Comune, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, chiedendo ai giudici di Reggio Calabria di rivedere la propria decisione.

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