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Terremoto L’Aquila, madre e figlia 10 anni dopo quella foto simbolo

3' di lettura

L’immagine di Stefania e Sara Luce, che quest’anno compirà 18 anni, poche ore dopo il sisma del 2009 fece il giro del mondo. Oggi si apprestano a tornare in quella casa del centro da cui scapparono quella notte. L'AQUILA 10 ANNI DOPO: IL LIVEBLOG

Una mamma con uno sguardo perso lontano e una bambina che dorme stremata alle sue spalle, su una barella in un ospedale da campo improvvisato. Siamo a L’Aquila (LO SPECIALE DI SKY TG24). 6 aprile 2009, poche ore dopo la scossa di terremoto che sconvolse l’Italia provocando più di 300 morti e circa 80mila sfollati. Quella foto, scattata da un fotografo dell’Ansa fece il giro del mondo, diventando rapidamente una delle foto simbolo del sisma in Abruzzo. Ora, a 10 anni da quel terremoto, Stefania (la mamma) e Sara Luce (la figlia oggi quasi diciottenne) hanno deciso di mostrarsi di nuovo davanti all’obiettivo dei fotografi e delle telecamere. (ONNA DIECI ANNI DOPO. VIDEO)

10 anni fa il terremoto: la città tra dolore, ricostruzione e futuro. FOTO

Il ritorno a L'Aquila

Come hanno vissuto in questi 10 anni? Fino alla fine delle elementari di Sara Luce la famiglia - mamma, papà e figlia - ha vissuto sulla costa abruzzese, a Pineto, seguendo il destino di migliaia di sfollati. Poi sono tornati in una casa di famiglia a Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, e ora vivono nel capoluogo, dove sono felici di essere tornati e dove sperano di poter continuare a progettare le loro vite (IL RICORDO DELLE VITTIME. FOTO).

Il rientro nella casa in centro

Per madre e figlia il decennale sarà un anniversario di vera rinascita: Sara Luce compirà 18 anni nella sua città e a fine anno tornerà a vivere nella casa del centro da cui scapparono quella notte. Una casa oggi ricostruita con criteri antisismici.

A Sky Tg24 il ricordo di quel giorno

“Eravamo a casa, tranquilli - ha raccontato la mamma Stefania a Sky Tg24 (VIDEO) - Già durante il boato la volta della casa è implosa e ci è caduta addosso. Noi eravamo già sotto le macerie prima della vera scossa. Ricordo il caos, mio marito che raggiunge la porta della stanza di Luce, che però non si apriva perché bloccata dalle macerie. Lui che si cala dalla finestra, dà indicazioni ai vicini per entrare da fuori nella stanza di Luce e lei che viene portata via come Raperonzolo”.

L'Aquila e i giovani

Per Stefania il futuro sono ovviamente loro, i giovani: “Noi dobbiamo puntare sui giovani perché loro L’Aquila la vivono per quella che è ora. Dobbiamo evitare di condizionarli con il nostro ‘era così’”.
 

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