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Inchiesta stadio Roma: arrestato De Vito, presidente M5S dell'Assemblea Capitolina

4' di lettura

È accusato di corruzione per aver favorito l’imprenditore Parnasi. Di Maio: "È fuori dal movimento". Raggi: "Gravissimo, nessuno sconto a chi ha sbagliato". Tra i reati ipotizzati anche quello di traffico di influenze illecite

Un terremoto giudiziario scuote la politica romana e, in particolare, il Movimento 5 Stelle. Il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. De Vito (CHI È), figura di spicco dei 5 Stelle, è accusato di corruzione. Destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, nella mattinata l'abitazione e i suoi uffici sono stati sottoposti a perquisizione. L'esponente pentastellato è accusato di aver preso utilità dell'imprenditore Luca Parnasi, promettendo in cambio di favorire il progetto per la costruzione dell'impianto sportivo nell'area di Tor di Valle. Insieme a De Vito sono state arrestate altre tre persone: l'avvocato Camillo Mezzacapo, l'architetto Fortunato Pititto e Gianluca Bardelli (gli ultimi due ai domiciliari). Il leader del M5s Luigi Di Maio: "Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle”. (LE REAZIONI POLITICHE - LE INTERCETTAZIONI)

Le altre misure

Oltre ai provvedimenti restrittivi (due in carcere e due ai domiciliari), i carabinieri hanno eseguito anche una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori. Tra i reati ipotizzati dalla procura c'è anche quello di traffico di influenze illecite nell'ambito delle procedure connesse alla costruzione di un albergo presso l'ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e alla riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L'inchiesta e le intercettazioni

L'indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate dagli imprenditori attraverso l'intermediazione di un avvocato e di un uomo d'affari. Figure che, secondo l'accusa, fungevano da raccordo con il Presidente dell'Assemblea comunale capitolina, Marcello De Vito. In un'intercettazione del 4 febbraio, Mezzacapo parlava con De Vito dicendo: "Questa congiunzione astrale tra ... tipo l'allineamento della cometa di Halley ... hai capito cioè ... è difficile secondo me che si verifichi ... noi Marce' dobbiamo sfruttarla 'sta cosa, secondo me guarda ci rimangono due anni". Parole che secondo il gip di Roma si riferisce allo sfruttare "il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e ottener lauti guadagni".

Il sostituto di De Vito è Enrico Stefàno

Il pentastellato Enrico Stefàno, già vicepresidente dell'Assemblea Capitolina e presidente della commissione Trasporti, sarà il nuovo presidente del consiglio comunale di Roma al posto di Marcello De Vito. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha chiamato Stefàno comunicandogli l'orientamento politico della maggioranza a 5 Stelle e suo di renderlo il nuovo presidente dell'Aula e lui si è detto disponibile. Per la nomina, già definita politicamente, si attendono i passaggi burocratici.

Di Maio: ho già comunicato l’espulsione ai probiviri

Annunciando su Facebook la cacciata di De Vito, Di Maio aggiunge: “Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l'ho già comunicata ai probiviri”. E rincara: “Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile".

Raggi: "A Roma non c'è spazio per la corruzione"

"Nessuno sconto - ha scritto sempre su Facebook la sindaca Virginia Raggi - A Roma non c'è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione".

Morra, presidente comm. Antimafia: "Fatti gravissimi"

"I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi: in questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti": così Nicola Morra, M5s, presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

M5S sotto shock, il Pd: “Noi garantisti”

La notizia dell’arresto di De Vito ha scosso tutto l’ambiente M5S. "Sono scioccata. Aspetto di capire meglio. Nelle chat la reazione è univoca. Tutti dicono 'impossibile che sia successo'", afferma la consigliera Eleonora Guadagno. "Siamo annichiliti", le fa eco, interpellata in merito, la collega Teresa Zotta. Per Sibilia si tratta di “un episodio triste, serve una reazione dura”.
Marco Miccoli, coordinatore nazionale della comunicazione del Pd, afferma invece di “avere fiducia nella magistratura”. “Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell'iter processuale - ha aggiunto - Lo dico ai 5Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a seconda delle convenienze e delle persone che vengono indagate".
 

Data ultima modifica 20 marzo 2019 ore 12:08

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