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Vaccini, da lunedì 11 marzo bambini a scuola solo con il certificato

3' di lettura

Nessuna proroga sugli obblighi vaccinali previsti dalla legge Lorenzin. Senza la certificazione i bimbi non potranno entrare negli asili, mentre nelle altre scuole è prevista per i genitori una sanzione fino a 500 euro. Allo studio una norma con “obbligo flessibile”

Nonostante le richieste arrivate fino all'ultimo di un nuovo decreto, sui vaccini obbligatori non ci saranno proroghe. Dal 10 marzo, i genitori che non hanno presentato alle scuole la certificazione originale sulle vaccinazioni dei figli vanno incontro alle sanzioni previste dalla legge Lorenzin, che arrivano fino all'esclusione da scuola per i nidi e quelle dell'infanzia. Intanto è allo studio un nuovo provvedimento, che prevedrebbe il cosiddetto "obbligo flessibile", e in una scuola di Torino sono tornati manifesti No Vax che annunciano un corteo per il 23 marzo "in difesa della libertà di cura e dell'inviolabilità del corpo". Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nei giorni scorsi, aveva chiesto una proroga sulla data del 10 marzo: sarebbe stata la seconda, dopo quella di un anno accordata dalla maggioranza nel 2018. (I MOVIMENTI CHE DICONO NO AI VACCINI)

Negli asili sarà vietato l’ingresso ai bimbi non vaccinati

"Lunedì prossimo, per chi non si presenterà a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge", spiega L'Associazione Nazionale Presidi (Anp). La differenza, aggiunge l’Anp, è tra i diversi gradi di istruzione: “Negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, invece, in questi casi è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso". Secondo l'associazione dei presidi, il problema "è soprattutto nella scuola primaria, dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa".

Le regioni virtuose

In attesa dei dati ufficiali del ministero della Salute, da alcune regioni arrivano dati rassicuranti sulla legge Lorenzin del 2017. Le più virtuose sono finora Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Toscana, dove le coperture per i bambini di 24 mesi hanno superato il 95%: in Veneto la copertura per il morbillo va dal 93,5% al 95,5%. Soprattutto questi ultimi valori "rappresentano un dato rilevante, anche nell'ottica degli obiettivi di copertura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità", ha osservato Carlo Signorelli, past president della Società Italiana di Igiene.

Cosa prevede la legge

La legge, varata nel 2017, prevede che negli asili nido e nelle scuole materne i bambini non in regola con i 10 vaccini obbligatori indicati dal provvedimento non possano entrare in classe, mentre per le elementari e le medie si va incontro a una sanzione fino a 500 euro. Secondo gli esperti di sanità pubblica, il provvedimento è riuscito nell'intento di alzare le coperture. Addirittura, secondo una stima della Società Italiana di Igiene (Siti), almeno per alcuni vaccini si sarebbe superata l'immunità di gregge, ossia la protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità. Ma questo potrebbe essere l'ultimo anno di applicazione della legge Lorenzin: è infatti in discussione in Parlamento, e potrebbe vedere la luce entro aprile, il provvedimento relativo al cosiddetto "obbligo flessibile", secondo il quale la vaccinazione è obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo".

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