Dai "no vax" ai "free vax", i movimenti che dicono no ai vaccini

Un momento di una manifestazione "no vax" a Roma nel novembre 2017 (foto Ansa)
5' di lettura

Chi è apertamente contrario, chi è per "la libertà di scelta": sono diverse le ragioni di chi si oppone all'obbligo vaccinale. Tra loro anche medici, e associazioni. In alcune regioni come l'Alto Adige la copertura è bassissima

Un movimento, tanti movimenti. Quella dei “no vax” è una galassia eterogenea. Dai comitati “storici” contro le vaccinazioni obbligatorie, come il Comilva, a quelli nati solo di recente, come il Cliva, a opporsi all'obbligo dei vaccini è un mondo variegato, che conta tra le sue fila anche diversi medici, alcuni dei quali radiati. Tra questi movimenti ce ne sono anche alcuni che hanno una solida base d’appoggio nei social network, dove la diffusione delle notizie, anche di quelle false, è agevolata e dove trovano libero sfogo gli haters, come nel caso del giocatore di pallavolo Ivan Zaytsev, preso di mira per avere pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto con la figlia appena vaccinata. 

I movimenti no vax e i medici radiati

Il principale movimento italiano contro le vaccinazioni obbligatorie è il Comilva (Coordinamento del Movimento italiano per la libertà dalle vaccinazioni), nato nel 1993, a Brescia, ma che ora ha sede a Rimini. Sono vicini al comitato molti dei medici apertamente no vax, compresi quelli recentemente radiati dall'ordine. Tra i casi più noti c'è quello di Dario Miedico, che l’Ordine dei medici di Milano ha radiato nel maggio 2017. Il dottore era tra i firmatari di una lettera che alcuni esperti avevano inviato nell'ottobre 2015 a Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, per rispondere in merito alle sue "prese di posizione pubbliche sul tema delle vaccinazioni pediatriche". Primo firmatario della lettera era Roberto Gava, cardiologo poi radiato dall'Ordine dei Medici di Treviso per le sue posizioni sui vaccini. Comilva ha organizzato nell’ottobre 2016 la “prima Giornata nazionale per la libertà di scelta”, con lo slogan "No all'obbligo vaccinale, sì alla libertà di scelta". Tra gli interventi, quelli di Dario Miedico, ma soprattutto quello dell’ex medico Andrew Wakefield, autore della “madre di tutte le bufale” sul presunto legame tra vaccini e autismo, da subito smentito dalla scienza.

"Per la libertà di scelta": i free vax

Al Comilva si aggiungono diverse associazioni di persone che affermano di aver subito danni da vaccino, come il Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino), nato nel 2001. Le leggi sull'obbligo, prima quelle regionali e poi il decreto Lorenzin del 2017, hanno fatto sorgere altri gruppi e microgruppi, soprattutto di genitori, che non si definiscono “no vax” ma “free vax”, cioè contrari solo all'obbligo, che sarebbe “un regalo ai big pharma”, ovvero ai colossi farmaceutici. Questi gruppi affermano dunque di non essere contrari ai vaccini, ma di essere per la libertà di scelta per la vaccinazione dei propri figli. Chiedono, in sostanza, maggiore informazione e di togliere il punto sull’obbligatorietà. Le sigle vanno da Cliva (Comitato per la libertà di scelta vaccinale), nato nel gennaio 2017, a Lov (Liberi da obbligo vaccinale), costituito nel 2016, a Vaccipiano (2017).

“Impfgegner”, in Alto Adige la roccaforte no vax d’Italia

In Italia resiste storicamente una piccola roccaforte anti-vaccini: è l'Alto Adige, che secondo l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin rappresenta "un grosso problema" per la "grandissima diffidenza nei confronti delle vaccinazioni". Nella Provincia autonoma di Bolzano, la percentuale di bambini vaccinati è di gran lunga la più bassa d'Italia, secondo i dati del ministero della Salute. La provincia autonoma di Bolzano è all’ultimo posto per copertura vaccinale contro malattie come morbillo, poliomelite, l’epatite-B e tetano. Gli "impfgegner", come si chiamano i no vax in tedesco, da sempre sono molto attivi. Il movimento è arrivato in Alto Adige negli anni '80 dal mondo di lingua tedesca con l'onda ecologista. Nel giugno 2017, dopo l’approvazione del decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori, alcuni genitori altoatesini hanno detto di voler “chiedere asilo” all’Austria perché non volevano far vaccinare i loro figli. Nel febbraio 2018, sono state depositate in consiglio provinciale a Bolzano 15.114 firme di un'iniziativa popolare per la libera scelta sui vaccini. Il disegno di legge presentato prevede un colloquio obbligatorio dei genitori con l'Asl al posto dell'obbligo vaccinale.

Le perplessità del Codacons sull’obbligo vaccinale

Anche il Codacons, l'associazione nazionale dei consumatori, ha espresso diverse volte perplessità sui vaccini ed è sceso in campo direttamente. Nel settembre 2017 il Tar del Lazio ha respinto un'istanza avanzata dal Codacons sull’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ad asili nido e scuole materne, contenuti nel decreto Lorenzin. Il Codacons ha poi pubblicato sul proprio sito una lista dei senatori che hanno votato la legge, definita un “decreto che danneggia la collettività ed appare ad esclusivo vantaggio delle case farmaceutiche”. L'associazione ha anche promosso le proiezioni del film “Vaxxed” di Andrew Wakefield, il medico radiato a cui si deve la bufala del legame con l'autismo. Recentemente, il Codacons ha offerto “pieno appoggio al ministro dell'Interno Matteo Salvini” che aveva definito i dieci vaccini obbligatori per legge “inutili e talvolta dannosi" e aveva garantito l'impegno del governo di “permettere che tutti i bimbi possano andare a scuola”.

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