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Salvini alla ministra Grillo: "Chi non è vaccinato resti in classe". Ira dei presidi

2' di lettura

Il ministro dell'Interno in una lettera alla collega della Salute: "Per evitare traumi ai più piccoli è necessario prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo". Lei: "Supereremo la legge Lorenzin". Burioni: "A chi rischia di morire chi pensa?"

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera alla collega della Salute, Giulia Grillo, in cui chiede un decreto legge per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati delle scuole di infanzia 0-6 anni. "L'intento del procedimento - scrive il responsabile del Viminale - è quello di garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell'infanzia". A stretto giro il commento della diretta interessata: "L'intento comune è di superare il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori, una legge che noi riteniamo abbia alcune importanti lacune". "Come è giusto che sia, sarà il Parlamento a superare quella legge", ha poi sottolineato Giulia Grillo.

"Evitare traumi"

Secondo Salvini è necessario evitare "l'allontanamento e la decadenza dalle liste scolastiche" dei bambini "essendo ormai giunti alla conclusione dell'anno". Bisogna "evitare traumi ai più piccoli", aggiunge il ministro e quindi è necessario "prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo prossimo contenuti nella legge Lorenzin".

La risposta dei presidi

Ma sulla proposta del ministro dell'Interno è arrivato subito il commento del presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: "Giusta la preoccupazione di non traumatizzare i bambini, ma si continua a non tenere conto dei bimbi più fragili, la cui vita sarebbe a rischio se consentissimo ai non vaccinati per motivi ideologici di frequentare la stessa scuola", spiega. "Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. C'è un tema di salute pubblica per cui non possiamo essere d'accordo", ha poi precisato.

La reazione di Burioni

Non si è fatto attendere nemmeno il commento di Roberto Burioni. Sui social il virogolo scrive: "Al diritto di non rischiare la vita - altroché "trauma" - dei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e dei bambini che non si possono vaccinare chi ci pensa? Chi li difende? Sono i più deboli, può uno Stato fregarsene di loro? Non possiamo mettere in pericolo la loro vita - spiega Burioni - per garantire ai genitori ignoranti ed egoisti di non vaccinare i propri figli seguendo bugie e superstizioni insensate e pericolose". E poi si rivolge a Matteo Salvini: "Speriamo che il ministro dell'Interno non abbia lo stesso atteggiamento nei confronti di chi guida ubriaco e ha il trauma di essere escluso dalle autostrade. Ma chi deve avere a cuore la sicurezza dei più deboli, se non lui?", scrive su twitter.

 

Data ultima modifica 06 marzo 2019 ore 17:49

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