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Sea Watch, Salvini: "Ok allo sbarco dei migranti ma solo se poi saranno trasferiti"

5' di lettura

"In Italia abbiamo accolto, e speso, anche troppo", ha detto il vicepremier. Il governo deposita alla Corte Europea la sua memoria difensiva. Ue: priorità è sbarco, in contatto con Paesi. Giulia Grillo: sulla nave situazione sanitaria sotto controllo

"Sbarco degli immigrati? Solo se prenderanno la via dell'Olanda, che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch, o della Germania, paese della Ong. In Italia abbiamo già accolto, e speso, anche troppo". Il vicepremier Matteo Salvini si è detto disponibile a far sbarcare i 47 migranti che si trovano a bordo della Sea Watch, a patto che poi siano trasferiti in altri Paesi. La nave è al suo quinto giorno nelle acque al largo di Siracusa, e undicesimo in mare, e il caso è finito all'attenzione della Corte europea dei diritti dell'uomo con il governo italiano che ha depositato a Strasburgo la sua memoria difensiva sostenendo che la giurisdizione "appartiene all'Olanda", Paese di bandiera della nave. Concorde con la posizione di Salvini è anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: sulla nave Sea Watch, "non c'è una bandiera italiana, ma olandese". L'Ue ha ribadito che "la commissione sta seguendo da vicino la vicenda e la priorità è la sicurezza delle persone a bordo e per tutti noi dovrebbe essere di facilitare questo sbarco il prima possibile. Stiamo prendendo contatti con vari Paesi". Intanto in Italia il Pd ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura di Siracusa contro il governo e Salvini ha replicato: "Passano il tempo a denunciarmi, io lavoro". Intanto sull’imbarcazione, isolata come fosse in quarantena, si rischia l’emergenza sanitaria. Ma il ministro della Salute Giulia Grillo ha fatto sapere che la situazione sanitaria a bordo è "sotto controllo".

Le parole di Giulia Grillo

"La situazione sulla nave Sea Watch dal punto di vista sanitario è assolutamente sotto controllo e comunque il nostro Paese ha fornito e fornirà sempre l'assistenza sanitaria", ha speigato il ministro Grillo. "Riteniamo che non possiamo essere solo noi che ogni volta dobbiamo farci carico di un lavoro enorme. Quando noi mandiamo in nostri medici, è il Paese Italia che paga mentre gli altri stanno a guardare affacciati alla finestra e non mi sembra il caso”. Sulla Sea Watch ha garantito che "abbiamo fatto delle verifiche igienico-sanitarie fino a ieri e non ci sono situazioni importanti dal punto di vista sanitario né malattie infettive in atto".

Strasburgo valuta per decidere sulla Sea Watch

In mattinata, fonti di Strasburgo hanno fatto sapere che la Corte europea dei diritti umani ha ricevuto le informazioni inviate dal governo italiano e sta facendo le sue valutazioni per decidere sul caso. Dopo che venerdì scorso il comandante della nave, il capo della missione di soccorso e uno dei migranti a bordo avevano chiesto a Strasburgo di "ordinare" all'Italia di far sbarcare le 47 persone a bordo, la Corte aveva inviato una serie di domande sia alle autorità italiane che alla stessa Sea Watch.

Ue: servono urgentemente soluzioni strutturali

Una portavoce della Commissione Ue ha detto: "Crediamo fortemente che servano in modo urgente delle soluzioni prevedibili per assicurare che ogni volta che ci troviamo in casi simili gli sbarchi si effettuino senza ritardo e in modo sistematico". 

La posizione del governo italiano

Secondo il governo, la Sea Watch con una "temeraria condotta", in condizioni di mare mosso, "anziché trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l'incolumità dei migranti a bordo". "Siamo in contatto con il commissario Ue all'immigrazione: li abbiamo svegliati perché hanno fatto finta di non vederla", ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, secondo cui la nave "ha deciso di venire in Italia perché l'Italia è il palcoscenico dell'immigrazione, il loro sito internet raccoglie le donazioni...".

Toninelli: "Abbiamo già salvato il maggior numero di vite umane"

Il ministro delle Infrastrutture Toninelli, intervenuto in una trasmissione tv, ha spiegato la sua posizione richiamando a "un’Europa solidale" che deve assumersi le sue responsabilità: "L'Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane in questi anni, ma è finita l'epoca dei Renzi e dei Gentiloni. È ovvio che noi apriremmo un nostro porto come fosse un corridoio umanitario per farli sbarcare, ma immediatamente dopo mandarli in Olanda".

Pd: presentato esposto contro il governo

Dalla Sea Watch, quindi, al momento nessuno scende, e ieri la Capitaneria di porto di Siracusa ha vietato l’avvicinamento nel raggio di mezzo miglio. Nonostante questo, dopo il primo blitz di tre parlamentari domenica 27 gennaio, ieri sono riusciti a salire sulla nave gli esponenti del Pd Matteo Orfini e Maurizio Martina. I due poi hanno detto di essere finiti a loro volta tra gli indagati, ma la Procura di Siracusa, al momento, ha smentito. Oggi, sarà il turno dei parlamentari Pd Gennaro Migliore, Giuditta Pini, Lia Quartapelle, Luca Rizzo Nervo, per proseguire la "staffetta democratica". Intanto, Orfini e il parlamentare Fausto Raciti hanno presentato un esposto alla Procura di Siracusa contro il Governo. Hanno depositato la denuncia a firma di numerosi esponenti Pd. "Riteniamo siano state commesse - ha detto Orfini - violazioni di legge come sul caso Diciotti. I migranti sono trattenuti in modo illegittimo sulla Sea Watch ma a nostro avviso ci sono altri punti di arbitrarietà e illegittimità". Una mossa a cui Salvini ha replicato così: "I parlamentari del Pd passano il loro tempo a incontrare immigrati e denunciarmi. Io preferisco lavorare".

Data ultima modifica 29 gennaio 2019 ore 13:00

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