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Terrorismo, il 20enne somalo fermato a Bari aveva in chat alcune foto del Vaticano

2' di lettura

Il giovane, fermato due giorni fa, aveva raccolto foto, filmati e documenti riconducibili all'ideologia jihadista legata all'estremismo islamico e in parte relativi a immagini di luoghi possibili bersagli di attacchi. Ha risposto per due ore alle domande del gip

Parlava del Vaticano mostrando in chat foto del possibile bersaglio il cittadino somalo fermato due giorni fa a Bari dalla Digos su disposizione della Dda per i reati di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, istigazione a commettere reati di terrorismo e pubblica apologia di reati di terrorismo. È uno dei dettagli che emergono dalle indagini e che hanno insospettito gli inquirenti e portato a eseguire il fermo d'urgenza.

Stamattina interrogato in carcere

Stamattina si è tenuta a Bari l’udienza di convalida del fermo: l’indagato ha risposto per circa due ore alle domande del gip e del pm. A quanto si apprende, il giovane si sarebbe difeso negando l'imminente fuga e respingendo le accuse relative alla detenzione di materiale sospetto, soprattutto foto e video, trovato intercettando il suo telefono. Difeso da un avvocato di ufficio e con il supporto di un interprete, ha però ammesso il possesso di quei documenti spiegando le proprie ragioni. Il gip del Tribunale di Bari, Maria Teresa Romita, si è riservata di decidere sulla richiesta di convalida del fermo e sulla conseguente richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere avanzata dal pm della Dda Giuseppe Maralfa.

Intensa attività in Rete dopo l’attentato di Strasburgo

A quanto si è saputo, le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno consentito agli investigatori dell'antiterrorismo di Bari, coordinati dal pm Giuseppe Maralfa, di raccogliere materiale, foto, video e documenti, riconducibili all'ideologia jihadista legata all'estremismo islamico e in parte relativi a immagini di luoghi possibili bersagli di attacchi. Il cittadino somalo, un 20enne disoccupato residente da tempo a Bari e su cui si stavano concentrando gli accertamenti della magistratura, avrebbe raccolto tale materiale condividendolo anche in chat, comprese le recenti foto del Vaticano scaricate da internet. L'attenzione degli inquirenti riguarda anche altre persone su cui le indagini sono tuttora in corso. All'indomani dell'attentato di Strasburgo, poi, la Dda e la Digos hanno notato una più intensa attività in Rete da parte del 20enne e hanno deciso di intervenire e bloccarlo, temendo gesti emulativi, mentre il giovane aveva già preparato la valigia per andare via da Bari.

 

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