Scuola, studenti in piazza per diritto allo studio e contro i tagli

5' di lettura

Manifestazioni per sollecitare interventi sui costi economici dello studio. A Torino bruciati manichini raffiguranti i vicepremier Salvini e Di Maio. A Roma flash mob con maschere di Dalì della serie tv La casa di carta. Polemica col ministro Bussetti su nuova maturità

Gli studenti sono scesi in piazza in oltre 50 città al grido di “Chi ha paura di cambiare? Noi no". La rete degli studenti critica il "governo del cambiamento", accusandolo di "propaganda" e "strumentalità", per avere definito “risparmi” i "100 milioni di tagli sulla scuola” (LE FOTO). Hanno aderito all'iniziativa anche gli universitari e la Flc Cgil rivendicando l'urgente messa in sicurezza degli edifici scolastici, un ripensamento dell’alternanza scuola-lavoro e investimenti per il diritto allo studio. Intanto è polemica con il ministro Bussetti sulla nuova maturità. A Torino sono stati bruciati i manichini raffiguranti i due vicepremier, Salvini definisce l'atto "una cosa schifosa". A Roma, il corteo degli studenti coincide invece con uno sciopero di 24 ore dei mezzi pubblici (L'INCHIESTA DI SKY TG24 SULLA SCUOLA).

A Torino bruciati manichini di Salvini e Di Maio

Gli studenti che hanno manifestato a Torino hanno bruciato manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. I ragazzi hanno scandito slogan contro il governo. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa. La zona della protesta, di fronte agli uffici della prefettura, è presidiata da polizia e carabinieri. "Questi 'democratici' studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica", ha commentato Salvini su Twitter. "Forse capirebbero che bruciare in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa", scrive il ministro dell'Interno.

Il corteo a Napoli

Anche a Napoli gli studenti hanno scandito slogan contro Salvini e Di Maio. Il corteo partito da piazza Garibaldi vede insieme migranti e studenti. Alla testa del corteo la comunità migrante che mostra uno striscione che dice: "Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere'. Diversi i cartelli contro il Dl Salvini tra cui “Dl Salvini è regalo a mafie e caporalato”, ma anche “Napoli non si Lega” e “Salvini e Di Maio assassini”.

La protesta in tutta Italia

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha spiegato i motivi della manifestazione: "Chi ha paura di cambiare? Ce lo chiediamo da quando si è insediato il cosiddetto governo del cambiamento. Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi chiama risparmi 100 milioni di tagli sulla scuola”. A dare man forte all’iniziativa anche la Flc Cgil che lamenta il fatto che "le risorse per la scuola sono ancora le grandi assenti del dibattito pubblico, è urgente la messa in sicurezza degli edifici scolastici, un ripensamento globale dell'alternanza scuola-lavoro così come pensata dalla "Buona scuola" e investimenti per il diritto allo studio", tutti fattori che "non sembrano essere tra le priorità del governo".

Protestano anche gli universitari

Scontentezza anche negli atenei. "Sul fronte universitario assistiamo solo a slogan e parole vuote - accusa Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari - ancora una volta non si prevede una netta inversione di rotta sul finanziamento del sistema universitario, mentre osserviamo i diversi ministri esprimersi confusamente su una ipotetica revisione del sistema di accesso a numero chiuso all'università nel silenzio assordante del Miur". Gli studenti lamentano anche il fatto che sono "dimenticati dalla politica" e che il titolare del Miur Marco Bussetti non si sia confrontato con loro. A Roma oggi, oltre al corteo degli studenti, si tiene lo sciopero per 24 ore dei trasporti sulla rete Atac. Si registrano disagi al traffico per la contemporaneità di sciopero e corteo.

La polemica sulla Maturità

Intanto continua a tenere banco la polemica sull'esclusione della storia dall'esame di Stato (ECCO COME CAMBIA L'ESAME). "Tutti dicono che la storia non si deve toccare ma da molto tempo purtroppo viene toccata, e togliere la traccia di storia dal tema di maturità segna la definitiva marginalizzazione dell'insegnamento e dello studio della storia", sostiene Fulvio Cammmarano, presidente della Società per lo studio della storia contemporanea. "Spero che il risultato a cui è giunta la commissione Serianni - aggiunge, riferendosi alla prima prova scritta del nuovo esame di Stato - sia un consiglio tecnico che non avrà l'avvallo del ministro".

La replica del ministro Bussetti

Il ministro Bussetti ha però rassicurato: "La storia è importantissima, lo è anche la geografia che oltre alla storia ha bisogno di essere ripresa e potenziata. Vedrete che la prova di maturità avrà comunque dei riferimenti alla storia, non è stata assolutamente messa da parte, la competenza e la conoscenza della storia serviranno per affrontare la maturità". Bussetti si è anche detto "disponibile a rivedere le modalità con cui vengono impartite le lezioni di storia". Anche i senatori M5S della Commissione cultura sono scesi in campo per sostenere che "la storia non scompare dallo scritto d'italiano".

Data ultima modifica 12 ottobre 2018 ore 14:36

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