Decreto Genova, rabbia sfollati: "Pronti a proteste sotto casa Grillo"

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"Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato", ha detto il presidente del Comitato. Toninelli prende tempo: "Decreto al Colle massimo venerdì". Toti: "Non sia modificato impianto concordato". E chiede fondi per Terzo Valico

Mentre resta incerto il destino del decreto per Genova, monta la rabbia degli sfollati, che si dicono pronti ad andare a protestare davanti alla casa di Beppe Grillo. "Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato", ha detto il presidente del Comitato degli sfollati del ponte Morandi, Franco Ravera. Intanto ilvicepremier Di Maio preme sulla Ragioneria dello Stato per la bollinatura: "Entro oggi il decreto deve essere al Colle". "Massimo venerdì", prende tempo Toninelli. Il governatore Toti avverte che l'impianto concordato con il governo, con aiuti e sostegni previsti, non deve cambiare. Poi sollecita a sbloccare i fondi, 1,1 miliardi di euro, per il Terzo valico, diversamente "sarebbe devastante per la Liguria". Il presidente della regione annuncia che dal 4 ottobre riaprirà a pieno regime la ferrovia verso Nord, quella che passa sotto il ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto.

Gli sfollati: "Siamo ferocemente arrabbiati"

Cresce la rabbia degli sfollati per il ritardo nell’approvazione del decreto. "Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato", ha detto il presidente del Comitato degli sfollati del ponte Morandi, Franco Ravera. "Per questo siamo pronti ad andare a protestare sotto qualche palazzo ma anche a Sant'Ilario, sotto casa di Beppe Grillo". La polemica arriva non solo dopo lo slittamento del Dl Genova ma anche dopo l'allungamento dei tempi per il dissequestro dei monconi del ponte Morandi.

Toninelli: "Decreto al Colle massimo venerdì"

Il decreto su Genova "è pronto, oggi o al massimo venerdì sarà firmato al Colle", ha spiegato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Stamattina il vicepremier Luigi Di Maio aveva assicurato che "in giornata il decreto va al Quirinale, deve andare al Quirinale. È stato scritto tanti giorni fa ed è pronto”, ha detto a Radio Capital alla trasmissione Circo Massimo. "È stata data una interpretazione che il ministero dell'Economia voleva fermarlo, in realtà entro stanotte la ragioneria dovrebbe bollinarlo", ha ribadito il leader del M5s (LA BOZZA DEL DECRETO).

Toti: "Il governo non modifichi impianto concordato"

Sul contenuto del decreto il presidente della Regione Liguria Giovani Toti si è augurato che "non sia modificato l'impianto concordato con il governo, con tutti gli aiuti e i sostegni previsti per il porto, il gettito Iva, gli aiuti alle imprese e agli sfollati, la viabilità. E il nome del commissario”, ha sottolineato in conferenza stampa. "Le esigenze di verità e di giustizia per le vittime e per le famiglie sono la priorità delle priorità. Sono io il primo a chiedere la verità su che cosa è successo e voglio vedere puniti i responsabili. Il tempo di cui la procura avrà bisogno è giusto che lo abbia tutto", ha aggiunto. Il governatore ligure, che è anche commissario per l’emergenza, ha poi rivolto un appello al ministro Toninelli, chiedendo lo sblocco dei fondi, per un totale di 1,1 miliardi, destinati alla realizzazione del Terzo Valico. "Se non accadesse, sarebbe devastante sia per il sistema ligure sia per le aspettative dell'opinione pubblica", ha affermato Toti. Una richiesta sostenuta anche dal viceministro alle Infrastrutture e trasporti Edoardo Rix: "Il Terzo Valico è un'opera fondamentale per la Liguria e per il Paese. Non si può tornare indietro #pactaservandasunt", ha scritto su Twitter.

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