Palermo, il Papa ricorda Don Puglisi. "Ai mafiosi dico: convertitevi"

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Il Pontefice torna in Sicilia dopo 5 anni e visita Piazza Armerina e il capoluogo, 25 anni dopo l'uccisione del beato per mano della mafia. Poi critica le ingerenze mafiose nei riti religiosi: "Abbiamo visto inchini davanti a case dei capimafia, non va assolutamente"

"Non si può credere in Dio ed essere mafiosi". È questo il messaggio che Papa Francesco ha lanciato da Palermo, durante la messa al Foro Italico. Bergoglio è tornato oggi in Sicilia dopo cinque anni, per ricordare il beato Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 dalla mafia. "Chi è mafioso non vive da cristiano", ha detto il Pontefice agli oltre 100mila fedeli presenti nel capoluogo siciliano. Poi, un invito diretto ai boss: "Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi, convertitevi". Dopo l'omelia, il pranzo del Pontefice nella sala mensa della missione "Speranza e carità" con il missionario laico Biagio Conte, padre Pino e 160 persone radunate attorno ai tavoli: poveri, migranti, ex detenuti, volontari. Poi, durante l'incontro con il clero a Palermo, la critica alle ingerenze dei boss nei riti religiosi: "Abbiamo visto sui giornali gli inchini davanti alla casa dei capimafia: non va assolutamente". 

"Don Puglisi: da lui non appelli anti-mafia, ma il bene"

Nel parlare di don Puglisi, il Papa ha ricordato quello che ripeteva il sacerdote: "Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto". "Solo dando la vita si sconfigge il male. Don Pino (Puglisi, ndr) lo insegna: non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli anti-mafia, e nemmeno si accontentava di non far nulla di male, ma seminava il bene, tanto bene", ha osservato Bergoglio tra gli applausi dei fedeli. "La sua sembrava una logica perdente, mentre pareva vincente la logica del portafoglio", ha aggiunto il Pontefice.  Poi una riflessione sul populismo: "Senti la vita della tua gente che ha bisogno, ascolta il tuo popolo. Questo è l'unico populismo possibile, l'unico 'populismo cristiano': sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese". 

A Piazza Armerina dice ai sacerdoti: "La predica non oltre 8 minuti"

Prima di arrivare a Palermo, il Papa è stato impegnato a Piazza Armerina (Enna), dove ha tenuto un discorso in piazza Europa sulle "piaghe" che affliggono la Sicilia. Si tratta di disoccupazione, usura e dipendenze. Ma anche dello sfruttamento e della mancanza di lavoro, oltre che dello "sfilacciamento dei legami familiari". Da Piazza Armerina Papa Francesco ha poi rivolto un appello alla Chiesa, perché mostri che la convivenza è giusta e possibile, e una raccomandazione ai sacerdoti: "La predica più di otto minuti non va".  

"Pietà popolare un tesoro, non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa"

Incontrando il clero a Palermo, il Papa ha criticato le ingerenze dei boss mafiosi durante i riti religiosi (PROCESSIONI, STATUE, INCHINI: LE INGERENZE DEI BOSS). "Lo abbiamo visto nei giornali, no? Quando la Madonna si ferma e fa l'inchino davanti alla casa del capomafia. Quello non va, non va assolutamente", ha detto tra gli applausi. Per il Papa la pietà popolare “è un tesoro che va apprezzato e custodito, perché ha in sé una forza evangelizzatrice, ma sempre il protagonista deve essere lo Spirito Santo. Vi chiedo perciò di vigilare attentamente – ha continuato –  affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione, diventa veicolo di corrotta ostentazione".

Gli impegni di Papa Francesco in Sicilia

Dopo l'inizio della mattinata in provincia di Enna, gli impegni del Pontefice si sono concentrati a Palermo. Ingenti le misure di sicurezza nel capoluogo siciliano: la città è blindata, le strade del corteo papale sono transennate, ai varchi gli operatori controllano le persone che entrano con il metaldetector. Dopo la messa, il programma è proseguito con la visita alla missione "Speranza e Carità" e il pasto nella mensa di via Decollati. Nella mensa è stata realizzata, con materiale riciclato, una barca da un falegname tunisino sordomuto su cui la comunità femminile della missione ha messo delle statuine che raffigurano persone di tutto il mondo, per lanciare il messaggio "siamo tutti sulla stessa barca per costruire insieme un mondo migliore". Nel programma anche la visita, nel pomeriggio, nel quartiere che fu proprio di don Puglisi e che il sacerdote tentò di ripulire dalla mafia e dai soprusi. A chiudere la visita pastorale, alle 17, l'incontro in piazza Politeama tra il Pontefice e i giovani.

Data ultima modifica 15 settembre 2018 ore 17:30

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