Ponte Morandi Genova, un mese dopo: "Così è cambiata la nostra vita"

Cronaca
Ponte Morandi

Alcuni degli sfollati hanno parlato ai microfoni di Sky tg24, rivivendo quei difficili momenti e condividendo le loro speranze. LA STORIA

“Avevamo comprato quella casa due anni fa.  Avevamo investito tutti i nostri risparmi e fatto il mutuo. Ci sono ancora mobili e ristrutturazione da pagare. Non è comunque tempo di fare polemica, ma di tirarsi su le maniche e vedere cosa fare”: a parlare ai microfoni di Sky tg24 è uno degli sfollati del ponte Morandi a Genova. Ad un mese dal crollo, l’uomo ha descritto le tragiche ore vissute dalla sua famiglia, con la quale viveva in un appartamento a 10 metri dal cavalcavia. Della loro casa è rimasto ben poco,  ma a 30 giorni dall’incidente, guarda al futuro, e si augura che si possa intervenire quanto prima per risollevare una città ancora sotto shock.

"La nostra vita è cambiata, e non è giusto"

“E’ un periodo inspiegabile. E’ un mese che non vediamo casa, un mese che non dormiamo nei nostri letti. La nostra vita è cambiata, e non è giusto” ha invece spiegato una ragazza che abitava poco distante del ponte. Dopo aver raccontato gli attimi di panico vissuti la mattina del crollo, la giovane ha voluto ringraziare quanti sono stati vicini alla sua famiglia in un momento così difficile: “le persone della protezione civile sono splendide. Sono forse le uniche sempre presenti. Lo Stato? Non saprei”. Intanto, il 14 settembre, saranno passati esattamente 30 giorni da quando quel tragico crollo provocò la morte di 43 persone e mise in ginocchio un’intera città. In attesa della ricostruzione, il governo ha varato lo scorso 11 settembre un maxi decreto per stanziare aiuti a famiglie ed imprese coinvolte nella vicenda.

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