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Genova, gli sfollati: "Da tempo dicevamo prima o poi succede qualcosa"

Cronaca

Dopo il cedimento del ponte Morandi hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. "In quella casa c'è la mia vita" dice una ragazza. C'è chi viveva nei condomini evacuati coi genitori disabili e chi denuncia: "Sono anni che non dormiamo la notte a causa di lavori al ponte" 

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Dopo il crollo del viadotto Morandi (GLI AGGIORNAMENTI) a Genova, molti cittadini sono stati fatti allontanare dalle abitazioni che sorgono nell’area per il pericolo di nuovi crolli. “Abito sotto il ponte. Ho con me solo due vestiti per cambiarmi e basta”, ha detto a Sky Tg24 una ragazza che ha dovuto lasciare il suo appartamento che sorge sotto il viadotto crollato. “In quella casa c’è la mia vita. Sono vent’anni che ci abito, ci son cresciuta”, ha raccontato tra le lacrime. Per la tragedia del Ponte Morandi gli sfollati sono oltre 600, fa sapere la Regione Liguria attraverso un Tweet.

“L’ho sempre detto: qui prima o poi succede qualcosa”

Un altro sfollato, invece, parla dei suoi dubbi circa la stabilità del ponte crollato: “L’ho sempre detto: qui prima o poi succede qualcosa. È dal ’90 che lo riparano. Sono tre anni, poi, che non dormiamo la notte perché ci sono sempre questi aggiustamenti con le gru. Non so cosa abbiano fatto, ma alla fine è successo quel che ho sempre previsto”.

Emergenza per anziani e malati

“Abito in uno dei condomini sfollati - racconta un uomo - Ci hanno fatti uscire ieri. Mio papà è disabile. Ora è stato ricoverato in una struttura cittadina e io sono in attesa di rientrare in casa per prendere lo stretto indispensabile, come vestiti e medicine, per affrontare questa emergenza”. Testimonianza simile a quella di un altra persona che abita in uno degli appartamenti evacuati: “Ci hanno fatti uscire ieri. Oggi ci hanno fatto rientrare per prendere il minimo di cui abbiamo bisogno”, spiega. “Ieri alle 4 del pomeriggio ci hanno chiesto di evacuare tutti gli appartamenti”, racconta una donna che è cresciuta in un'abitazione vicino al ponte Morandi. “Ora nell’appartamento ci vive mia madre. Di preciso non ci hanno spiegato perché dovevamo uscire. Ora sono in attesa di rientrare per prendere i medicinali per mia madre che ha problemi di salute”.