Migranti annegati mentre cercavano di raggiungere soccorsi a nuoto

(Ansa)
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Ancora nessuna comunicazione del Viminale sulle destinazioni delle 447 persone soccorse a largo di Linosa dalle navi di Frontex e Gdf e sbarcate a Pozzallo. Il ministro Salvini intanto torna ad attaccare l'Europa: "Su tanti fronti è un problema"

Non è stata ancora avviata la fase dei trasferimenti e dei ricollocamenti dei migranti sbarcati ieri mattina nel porto di Pozzallo dalle navi "Protector" di Frontex e "Monte Sperone" della Guardia di finanza. Intanto proseguono le indagini di polizia, Guardia di finanza e carabinieri, che hanno sottoposto a fermo l'intero equipaggio del barcone, composto dal comandante e altre dieci persone, per favoreggiamento dell’immigrazione e per il reato di morte come conseguenza di altro delitto, quest’ultimo legato all’annegamento di quattro migranti. Intanto Salvini torna ad attaccare l'Europa: "Su tanti fronti è un problema".

Annegati mentre cercavano di raggiungere i soccorsi

L’equipaggio del barcone era dotato di navigatore satellitare e bussola e il capitano era già stato arrestato nel 2004 come scafista. Parenti e amici dei quattro migranti annegati hanno confermato alla squadra mobile di Ragusa che le vittime si sono gettate in mare a largo di Linosa quando hanno visto le navi di Frontex e della Guardia di finanza. Dalle testimonianze è emerso che durante la traversata un gruppo di persone, non appena ha notato un'unità navale italiana nei pressi di Linosa, ha deciso di buttarsi in acqua per raggiungere la nave a nuoto.

Le procedure e l’accoglienza nell’hotspot

Tutti i migranti sono stati fotosegnalati dalla Polizia Scientifica della Questura: tra loro anche due uomini di origine nigeriana che erano già stati espulsi dall’Italia perché irregolari. Dal ministero dell'Interno, al momento, non è arrivata alcuna comunicazione sulla ricollocazione. La direttrice dell'hotspot, Emilia Pluchinotta, nonostante l'alto numero di ospiti, 436, ritiene che "la struttura sia in grado di reggere perché le operazioni di accoglienza che da anni portiamo avanti sono collaudate".

Ue: Libia non è un porto sicuro

Non è quindi ancora chiusa la partita con Bruxelles e i partner europei per i ricollocamenti dei migranti sbarcati a Pozzallo. Una questione sulla quale ieri il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è tornato dicendo che la Libia deve essere considerata un “porto sicuro”. Ma la risposta della Ue non si è fatta attendere: “Nessuna operazione o nave europea fa sbarchi in Libia perché noi non consideriamo la Libia un porto sicuro", ha detto un portavoce della Commissione. Poi l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, che ha aggiunto che la decisione di non considerare la Libia un porto sicuro "è della Corte europea dei diritti dell'uomo, quindi è una valutazione puramente giuridica, sulla quale non c'è decisione politica da prendere, ma è puramente nelle mani di una Corte indipendente, che ha i suoi metodi di valutazione basati sullo stato di diritto e sulla legge". Sempre ieri, un’altra tragedia: otto migranti, tra cui sei bambini, sono morti uccisi dalle esalazioni di benzina all'interno del container dove erano stipati con altre 90 persone in attesa di affrontare il mare.

Barca fermata dai guardiacoste libici

Sempre ieri, una barca diretta in Europa con a bordo 158 migranti, tra cui 34 donne e nove bambini, è stata intercettata dalla guardia costiera della Libia al largo della città di Khoms. I migranti, ha dichiarato la guardia costiera, hanno ricevuto aiuti umanitari e assistenza medica e sono stati portati in un campo profughi a Khoms. Sul caso arriva però la denuncia di Proactiva Open Arms che, da Twitter, accusa la Libia di aver lasciato morire una donna e un bambino che erano a bordo di un gommone in difficoltà. "La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria - ha scritto il fondatore della Ong Oscar Camps - ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno affondato la nave perché non volevano salire sulle motovedette".

Salvini: "Porti chiusi a navi di Ong"

Sul tema dei soccorsi in mare, Matteo Salvini torna questa mattina su Twitter e accusa: “Due navi di Ong spagnole sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina”. Il ministro dell'Interno, a margine dell'inaugurazione della nuova Questura a Fermo, ha poi attaccato duramente l'Europa, affermando che "poteva essere un'opportunità ma in questo momento su tanti fronti è un problema, pensiamo a migranti, banche, politica agricola, sanzioni alla Russia". "A Bruxelles hanno capito che finalmente in Italia c'è un governo disposto a tutto pur di difendere l'interesse nazionale - ha aggiunto Salvini - ci saranno i sì da dire e li diremo, se per il bene del Paese dovremo dire dei no, siamo pronti a farlo".

Data ultima modifica 17 luglio 2018 ore 13:40

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