Migranti a Pozzallo. Palazzo Chigi: per prima volta sbarco in Ue

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Sindaco Pozzallo: "Sbarco terminato, Salvini mi incontri". Il via libera è arrivato nella tarda serata di domenica dopo la disponibilità di diversi Paesi europei ad accogliere una parte dei naufraghi soccorsi. Fermati presunti scafisti

"Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa", così Palazzo Chigi ha commentato l'autorizzazione allo sbarco a Pozzallo di tutti i migranti ancora presenti a bordo della nave della Guardia di finanza e di quella di Frontex ferme da sabato in rada. Il via libera del Viminale è arrivato nella tarda serata di ieri.  I circa 450 naufraghi soccorsi nei giorni sono scesi tutti a terra, in attesa di essere smistati nei paesi che hanno dato la disponibilità. I presunti scafisti sono stati fermati. "È una vittoria politica", ha detto il ministro dell'Interno. Una volta terminato lo sbarco il sindaco di Pozzallo ha lanciato un appello: "Ora Salvini mi incontri".

Dove verranno accolti i migranti

Intanto, dopo Francia, Malta e Germania, anche Spagna e Portogallo si dicono pronte ad accogliere ciascuno 50 dei 450 migranti. Ad annunciarlo, su Twitter, è il premier Giuseppe Conte. Alcuni dei migranti, circa una cinquantina di donne e bambini di varia nazionalità, erano già stati fatti sbarcare nel porto della città siciliana per ricevere la prima assistenza. Un netto rifiuto, invece, è arrivato da due Paesi del gruppo di Visegrad: Repubblica Ceca e Ungheria. Le due imbarcazioni sabato avevano soccorso un barcone carico di persone vicino all'isola di Linosa

Conte: è la solidarietà che abbiamo sempre chiesto

"Anche la Spagna e il Portogallo prenderanno 50 migranti ciascuno, come gia' hanno fatto Francia, Germania e Malta", ha scritto su Twitter il premier Conte, che domenica sempre sui social aveva annunciato l'ok della Germania: "Dopo i 100 migranti di cui si sono fatte carico Francia e Malta, anche la Germania ha acconsentito a prenderne altri 50. Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all'Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all'ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà. Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani".

Malta, Germania e Francia ne prenderanno 150

Il premier Conte aveva chiesto disponibilità ai Paesi Ue e, dopo un’altra giornata di tensioni tra Italia e Malta, aveva annunciato che "Francia e Malta prenderanno rispettivamente 50 persone dei 450 migranti". Ma all’Italia non bastava. Domenica è arrivata la risposta della Germania: come ha confermato una portavoce del governo tedesco di Angela Merkel, anche Berlino accoglierà 50 migranti per collaborare con l'Italia dopo le richieste di condivisione del premier. Conte aveva anche scritto ai presidenti della Commissione e del Consiglio Ue Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per chiedere "l'adeguamento immediato del Piano operativo dell'Operazione Eunavfor Med in relazione al porto di sbarco, che non può continuare a essere identificato solo in Italia". E nella serata di sabato è arrivato anche l'ok di Spagna e Portogallo.

I no di Repubblica Ceca e Ungheria

Domenica è arrivato anche il secco rifiuto di Repubblica Ceca e Ungheria. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare. Un tale approccio è la strada per l'inferno", ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis. "Il nostro Paese - ha aggiunto - non riceverà alcun migrante. L'unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, cioè non fare sbarcare i migranti in Europa". Una linea identica a quella del collega di Visegrad: "L'Ungheria non accoglie nessuno. Gli elettori ungheresi si sono espressi chiaramente alle ultime elezioni: non vogliono vivere in un paese di immigrati - ha dettoIstvan Hollik, portavoce del gruppo parlamentare di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban - Gli ungheresi rifiutano il piano Soros", ha aggiunto, definendo "navi Soros" quelle che salvano migranti in mare. Una prima replica italiana è arrivata dal sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: "L'Ue ha tanti benefici di cui i Visegrad approfittano a piene mani, ma anche doveri da adempiere. Sia chiaro al presidente Andrej Babis come ad altri sulla stessa linea di pensiero. L'Italia pretende rispetto e condivisione". Qualche ora dopo è invece intervenuto, su Twitter, il presidente della Camera Roberto Fico: "La strada per l'inferno è non saper accogliere tutti insieme in un'ottica di solidarietà. Ribadisco che chi non accetta quote va sanzionato pesantemente".

Muscat: accuse inaccettabili

I toni di Conte non sono piaciuti nemmeno al premier di Malta Joseph Muscat. "L'affermazione secondo cui Malta non avrebbe rispettato i suoi obblighi" nella vicenda del barcone con 450 migranti "è del tutto inaccettabile", ha scritto Muscat in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio italiano. Il premier maltese si è detto anche "perplesso" riguardo al contenuto della lettera scritta da Conte. Muscat, comunque, avrebbe confermato "la nostra disponibilità nel prendere in carico persone presenti sull'imbarcazione, come da nostro accordo telefonico". Il premier maltese ha sottolineato che il caso della Lifeline, che ha visto Malta accogliere i 230 migranti salvati dalla nave a fronte di un accordo per la loro redistribuzione tra un gruppo di Paesi membri dell'Ue, "non dovrebbe essere usato come un precedente a questo caso odierno, perché è completamente diverso". "Riconosciamo le difficoltà che l'Italia sta affrontando - si legge ancora nella lettera di Muscat - ma certamente la soluzione non è attaccare un partner europeo che affronta le stesse sfide e che manifesta continua solidarietà". Muscat ha poi indirettamente attaccato il ministro Salvini: "Sono il primo ministro del mio Paese e prendo decisioni forti. Non prenderò decisioni tramite Facebook o Twitter. Non è questo il modo di gestire i problemi".

Salvini: "Identificazioni veloci". Berlusconi: "Non perdere di vista umanità"

E sulla questione migranti, in una lettera al Corriere della Sera, il ministro degli Interni Matteo Salvini è tornato a ribadire che “non siamo più un Paese colabrodo”. Poi, ha illustrato come intende affrontare il nodo immigrazione. In sintesi: identificazioni veloci, uomini per le Commissioni territoriali, "criteri più stringenti" sulla protezione umanitaria ed "entro l'anno nuovi centri permanenti per i rimpatri, come scritto nel contratto di governo. L'obiettivo finale è averne almeno uno per regione".
Sul tema migranti è intervenuto anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, alleato di Salvini nel centrodestra. La linea della fermezza in materia di immigrazione va bene, ha detto in un’intervista al Giornale, ma non bisogna "mai perdere di vista i principi di umanità che sono nella nostra cultura”.

Il sindaco di Pozzallo: "A bordo persone e non merci"

Tornando alle due navi al largo di Pozzallo e in un primo momento non autorizzate a sbarcare, alcune persone che erano a bordo sono state evacuate per motivi di salute. Con il passare delle ore si erano moltiplicati i casi di malore tra i migranti ammassati sul ponte, sotto il sole. Una decina, soprattutto donne e bambini in grave stato di denutrizione e disidratazione, sono stati ricoverati negli ospedali del Ragusano. Sulle due imbarcazioni erano stati consegnati viveri e bevande sufficienti per almeno altre 24 ore, oltre a vestiti. Sulla Protector del dispositivo Frontex e sul pattugliatore Monte Sperone delle Fiamme gialle, erano stati portati anche omogeneizzati, latte e succhi di frutta per i bambini. A organizzare la consegna ci ha pensato il Comune di Pozzallo, col coordinamento della Prefettura di Ragusa. "Speriamo che la situazione si possa sbloccare al più presto possibile, a bordo delle due navi ci sono persone che soffrono e non merci", aveva detto il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna. 

Open Arms verso Libia

Intanto, la nave Open Arms dell'ong spagnola Proactiva Open Arms sta di nuovo dirigendosi verso la Sar libica. L'imbarcazione, secondo il sito Marine Traffic che monitora le rotte delle navi, è seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa ong. "Anche se l'Italia chiude i porti - scrive su Facebook l'organizzazione non governativa - non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale".

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Data ultima modifica 16 luglio 2018 ore 08:30

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