Lifeline, finita l’odissea: migranti a Malta, 8 paesi li accoglieranno

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L’imbarcazione con a bordo oltre 230 persone, dopo otto giorni in mare è stata autorizzata ad attraccare a La Valletta. Il premier Muscat ha annunciato che sarà data accoglienza solo a chi ha diritto a chiedere asilo. La Germania non parteciperà alla ridistribuzione

Dopo un’odissea lunga otto giorni la nave Lifeline, con a bordo 234 migranti, è approdata a Malta. L’autorizzazione all’attracco nel porto di La Valletta è arrivata in tarda mattinata dal premier Joseph Muscat che però ha sottolineato che si tratta di “un caso unico”.  I migranti saranno ricollocati in 8 Paesi europei. La nave della ong sarà sequestrata e sarà aperta un'indagine sul comportamento del comandante che "ha ignorato le direttive delle autorità italiane" e le regole internazionali. Appena sbarcato l'uomo è stato sottoposto a interrogatorio. Il premier Muscat ha anche annunciato il respingimento di chi non sarà ritenuto meritevole di protezione.

Le operazioni di sbarco e le proteste

La Lifeline ha impiegato oltre mezz’ora, dopo essere entrata nel porto de La Valletta, per arrivare al molo “Boilers Wharf di Senglea” e completare le operazioni di ormeggio. La nave è stata accolta da forze dell'ordine e personale medico in tute bianche, ma sul molo erano presenti anche i responsabili della Ong tedesca, tra i quali il ceo Axel Steier. Dopo il completamento delle operazioni di sbarco, i migranti saranno trasferiti con dei pullman negli alloggi previsti. Dal muraglione che si affaccia sul porto un gruppo di manifestanti del Moviment Patriyotti Maltin, che poco prima aveva inscenato una manifestazione davanti al parlamento maltese, brandisce uno striscione con la scritta “stop human trafficking”.

I migranti saranno accolti da otto Paesi, no della Germania

La nave è stata al centro di un braccio di ferro tra diversi Stati europei, otto dei quali hanno acconsentito ad accogliere i migranti: Belgio, Malta, Italia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Olanda. Niente da fare invece per la Germania: dopo i colloqui di oggi il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, ha affermato davanti al Parlamento che il Paese non accoglierà i migranti di Lifeline. "Al momento non c'è una necessità di azione per la Repubblica federale tedesca", ha detto, aggiungendo che anche in futuro ci lasceremo guidare dai principi di "umanità e ordine". (COME FUNZIONA IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA E RIMPATRIO)

La lettera della Lifeline al ministro tedesco

E proprio Seehofer la Lifeline ha scritto una lettera aperta, rilanciata su Twitter con il messaggio: “Se hai qualcosa a che fare con i diritti umani, leggila e diffondila”. “È imbarazzante che il governo federale stia contribuendo a far morire più persone nel Mediterraneo ostacolando il salvataggio marittimo - si legge nel testo - Ti invitiamo a partecipare a una missione di salvataggio e guardare la situazione su un terreno che non conosci. Vieni, sei il benvenuto. Ti diciamo francamente: ci aspettiamo che tu venga con noi. Ci aspettiamo che tu accetti la realtà. E ci aspettiamo risposte”.

Data ultima modifica 28 giugno 2018 ore 07:30

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