Migranti, scontro Italia-Malta su nave Aquarius. Onu: soluzione rapida

Cronaca
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Braccio di ferro sull’imbarcazione della ong Sos Mediterranee con 629 persone: non è autorizzata ad approdare nei porti italiani. Unhcr: “Salvarle resti priorità”. Msf: “Politica degli Stati non sia sopra vite delle persone”. Dura polemica dal Pd. Saviano contro M5S

Braccio di ferro tra Italia e Malta sui migranti. La nave Aquarius della ong Sos Mediterranee, con 629 persone a bordo, non è stata autorizzata ad approdare nei porti italiani. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto al governo di Malta, chiedendo di farla approdare a La Valletta. "Non siamo l'autorità che coordina, sul caso non abbiamo competenza", è la risposta maltese. In serata il premier Giuseppe Conte ha annunciato di aver disposto l'invio di due motovedette con medici a bordo per eventuali emergenze sanitarie, ma con il premier maltese Joseph Muscat è scontro. Intanto la nave è nel Mediterraneo senza un porto dove approdare, in Italia diversi sindaci hanno dato la propria disponibilità ad accogliere l'Aquarius. Le reazioni - italiane e internazionali - sono tantissime. Dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, arriva un appello per trovare "soluzioni rapide". Dall'opposizione il Pd attacca: "Non servono drammatici braccio di ferro tra Paesi ma soluzioni coordinate". La vicenda scatena la discussione sui social: su Twitter spopola l'hashtag #umanitàperta, lanciato dal sito Valigia Blu, che scavalca tra i trending topic #chiudiamoiporti, lanciato da Salvini (IL RACCONTO DI UN SOCCORRITORE).

L'appello dell’Onu

“Stati e attori coinvolti trovino soluzioni rapide che consentano ai migranti e rifugiati dell'Aquarius di essere sbarcati in modo sicuro e rapido. Il rallentamento delle operazioni mette a rischio la salute di centinaia di persone con urgente bisogno di assistenza”, è l’appello lanciato dall'agenzia Onu per i rifugiati. “Salvarli resti la priorità”, aggiunge l’Unhcr. Sulla nave di Sos Mediterranee c'è anche il personale di Medici senza frontiere. “La politica degli Stati non sia sopra le vite delle persone”, dice la Ong. E aggiunge che “non è pensabile" che la nave possa continuare per giorni la sua peregrinazione per mare.

Gino Strada: iniziativa "repellente"

Sulla vicenda è arrivata anche la reazione di Gino Strada, fondatore di Emergency. “Il punto centrale dell'iniziativa di Salvini è che si è deciso un rifiuto a priori: sembra più una pratica da sbrigare che rispondere ai bisogni delle persone. È una iniziativa razzista, repellente e disgustosa sul piano umano prima ancora che sul piano medico e sanitario ed è contraria a tutte le regole internazionali”, ha detto. Per Gino Strada nella vicenda della nave Aquarius “sono in gioco tutti i valori della nostra società”. “Spero che l'iniziativa di Luigi De Magistris vada avanti", ha aggiunto. Il riferimento è alle parole del sindaco di Napoli. “Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi a salvare vite umane”, ha scritto in un tweet il primo cittadino.

Sindaci disponibili ad accogliere la nave

Disponibilità all'accoglienza non solo da De Magistris. Ha aperto le porte della sua città anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. “Di fronte a uomini, donne e bimbi che hanno bisogno di essere curati, la strategia non può essere quella di chiudere i porti senza un criterio. Il nostro cuore è grande, più grande di chi vuole speculare senza un briciolo di umanità. Noi restiamo umani", ha scritto sui social. Stessa linea per il primo cittadino di Taranto Rinaldo Melucci: "Taranto è pronta ad abbracciare ogni vita in pericolo, senza se e senza ma". “Pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo” anche Palermo, ha spiegato il sindaco Leoluca Orlando. “A violare la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane, è il ministro dell'Interno italiano”, ha aggiunto. E il suo omologo di Messina, Renato Accorinti, gli ha fatto eco (sottolineando la disponibilità della città ad accogliere la nave): “Il ministro Salvini ha cominciato male. Le persone non sono merci, il diritto alla vita è fondamentale”. “È vero, dobbiamo cambiare la politica europea sull'accoglienza, ma non possiamo usare queste persone disperate come ostaggi. Non perdiamo l'umanità", ha scritto poi su Twitter il presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro.

Le reazioni politiche

Numerose le reazioni politiche. “Il nostro Paese sino a qui ha saputo unire sicurezza e accoglienza. Gli sbarchi si sono ridotti dell'80% dall'anno scorso, non c'è nessuna emergenza ora. L'Italia non va lasciata sola e oggi più che mai non servono drammatici braccio di ferro tra Paesi ma soluzioni coordinate. Chiudere i porti in questo modo può portare solo a gravi rischi umanitari. Il presidente Conte assuma un'iniziativa di fronte a quello che sta accadendo dopo le scelte di Salvini”, ha scritto su Facebook il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina.

“#Salvini chiude i porti. Poi chiuderà le strade. Poi ci chiuderà in casa. Dopodiché, quando non avrà più nulla da chiudere se non i suoi vergognosi profili social, avrà raggiunto il suo obiettivo: un Paese isolato, riportato ai tempi di sua nonna”, ha twittato invece l’ex presidente della Camera Laura Boldrini.

"La questione degli immigrati non si risolve dicendo a Malta di accoglierli. Si risolve andando in Europa il 28 giugno chiedendo una missione che faccia blocco navale al largo della Libia. Non c'è altra soluzione", ha commentato invece la leader di Fdi Giorgia Meloni. Plauso a Salvini, da Forza Italia: “Bene fermezza Salvini su migranti. Questa è la posizione presente nel programma del centrodestra, votato dalla maggioranza degli italiani lo scorso 4 marzo. Basta buonismo. E adesso attendiamo il M5S al varco”, ha scritto su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera.

Su Twitter in tendenza l'hashtag #umanitàaperta

Il dibattito è molto acceso anche su Twitter, dove in poche ore l'hashtag #chiudiamoiporti lanciato da Salvini, da subito tra i trending topic, è stato scalzato in classifica da #umanitàperta, lanciato dal sito di informazione Valigia Blu in risposta a quello del ministro dell'Interno. E a utilizzarlo è anche Roberto Saviano, in un tweet che guarda al M5S: “Su Salvini non avevo alcuna speranza, ma Lei, ministro Toninelli, pensavo fosse - almeno - una brava persona. E voi, donne e uomini che avete portato il M5S al governo, volevate questo? Essere la ruota di scorta di un partito xenofobo?”, ha twittato lo scrittore.

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