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Maltempo, finita allerta a Roma ma nevica su gran parte d'Italia

Cronaca
Venezia il 28 febbraio 2018 (Getty)

La Capitale ha superato la fase di emergenza ma buona parte della Penisola è ancora nella morsa del gelo. Difficoltà nei trasporti in Liguria, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Nei prossimi giorni previste ancora precipitazioni a Nord. METEO

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L'effetto Burian continua a farsi sentire: ancora maltempo sull’Italia dove non smette di nevicare anche se sono attese temperature più miti e umide. Il grande freddo si sta attenuando, ma pioggia e neve a bassa quota sono previste anche per i prossimi giorni al Nord. Mentre al Sud si arriverà a toccare i 20 gradi (IL METEO). Intanto, dopo i gravi disagi degli scorsi giorni, a Roma è stata comunicata la fine dello stato di allerta. A Firenze, Genova e Milano, che stamattina si sono svegliate imbiancate, così come molte città del Veneto, le temperature rimangono rigide. Per quanto riguarda i trasporti, a risentire particolarmente del maltempo è stato il settore ferroviario: oggi, giovedì 1 marzo, è stato garantito solo il 50% dei regionali in Liguria, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, mentre il 30% di quelli di Trenord non ha viaggiato in Lombardia. Intanto la perturbazione si estende anche fuori dal nostro Paese: l'aeroporto di Ginevra in mattinata ha sospeso tutto il traffico aereo a causa delle intense nevicate, con i decolli che sono ripresi soltanto nella tarda mattinata.

Terminata allerta a Roma

A Roma intanto il Centro Operativo Comunale, attivato domenica scorsa dopo l'allerta meteo per coordinare tutti gli interventi nella Capitale, ha comunicato che è terminata la fase più critica. Lo rende noto il Campidoglio spiegando che è finita l'allerta meteo. "Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato incessantemente h24 in questi giorni per limitare ai cittadini i disagi dovuti dall'ondata di maltempo. Un lavoro di squadra unico che ha prodotto grandi risultati", ha detto la sindaca Virginia Raggi.

Le misure per ferrovie: normalità forse a partire da domani

Per evitare il ripetersi del caos sulla rete ferroviaria di lunedì, sono state prese una serie di misure. In particolare, dopo aver comunicato la riduzione del 50% dell'offerta in Liguria, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana e quella del del 30% in altre quattro Regioni, e cioè in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche e Lazio, Rfi ha fatto sapere che nella giornata di oggi hanno corso più treni rispettoa quelli previsti. Con una nota, l'azienda rende noto che il traffico ferroviario regionale nel Nord e Centro Italia "procede senza particolari criticità, in base al programma definito dal Piano neve e gelo. In alcune regioni dell'arco alpino e nel Lazio - prosegue Rfi -, i treni stanno circolando in quantità superiore, garantendo più collegamenti". In serata, è previsto, compatibilmente con la situazione meteorologica, un ulteriore aumento delle corse. Infine, fanno sapere che "la situazione ferroviaria potrebbe ritornare alla normalità a partire da domani". 

Ancora neve in molte Regioni

La Protezione civile regionale non segnala situazioni di criticità in Liguria. La Regione è in stato di allerta neve: rossa, nell'imperiese e in parte della provincia di Savona, e arancione in tutto il resto della Liguria. Ma il vento ha salvato, durante la notte, il territorio dalla 'grande nevicata'. Le raffiche, che hanno raggiunto gli 80 km orari a Genova, "hanno tolto l'umidità seccando la nevicata", dicono dall'Agenzia regionale per l'ambiente. Il Veneto è imbiancato: fiocchi su Padova, Vicenza, Verona e Venezia dove ci sono disagi e ritardi ai trasporti urbani della terraferma, come ha fatto sapere Actv. Le temperature sono al di sotto dello zero, comprese tra -2 e -3 nelle città. Neve anche nelle Marche, in Toscana ed Emilia Romagna dove, a Bologna, l'aeroporto Marconi è aperto, anche se informa di possibili disagi e cancellazioni di voli per via del meteo. Le nevicate hanno poi interessato l’Umbria, compresa Perugia. L'ondata di gelo degli scorsi giorni resta in Piemonte - dove nella notte si sono registrate temperature molto rigide - e in alcune zone di montagna, in particolare a Livigno (Sondrio) dove si sono raggiunti picchi di -30 gradi.

Milano e Firenze imbiancate

Un paio di centimetri di neve sono caduti a Milano (FOTO), dove l'azienda dei trasporti informa che la circolazione è regolare. Fiocchi anche in un altro capoluogo di Regione, Firenze. Qui il giardino mediceo di Boboli è chiuso per neve, per tutta la giornata, come ha fatto sapere il direttore delle gallerie degli Uffizi Eike Schmidt. Insieme a Boboli, resta chiuso anche Palazzo Pitti, eccezione fatta per la sala Bianca, dove sono in programma eventi musicali. Aperti invece regolarmente gli Uffizi, così come gli altri musei statali del capoluogo toscano.

Scuole chiuse in molti Comuni. Domani a Mantova, Bologna e Verona

Anche oggi molti gli istituti scolastici sono rimasti chiusi per via del maltempo. Neve e ghiaccio hanno imposto la chiusura delle scuole a L'Aquila così come a Napoli (dove da domani però si dovrebbe ritornare in classe), come già annunciato in precedenza, e nel vesuviano. La stessa decisione è stata presa anche in altre zone d'Italia, come a Rimini, Forlì, Ferrara e Ravenna, oltre che in diverse località dell'Appennino. A Roma, invece, scuole aperte. Per domani, 2 marzo, toccherà agli alunni mantovani, bolognesi e veronesi rimanere a casa.

Coldiretti: "Perso il 20% del raccolto ortaggi"

L'effetto Burian si fa sentire anche sull'agricoltura: si estendono i danni nelle campagne italiane con il gelo che ha distrutto almeno il 20% del raccolto di ortaggi; a soffrire sono anche i vivai di piante e fiori, come anche tante gemme delle piante da frutto. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio della Coldiretti, dal quale si evidenziano le pesanti conseguenze del gelo. Ad aumentare i danni sono i costi per il riscaldamento delle serre ma anche nelle stalle dove gli allevatori hanno rinforzato i pasti per gli animali per garantire loro una razione supplementare di energia e calorie. Un conto finale da oltre 300 milioni di euro. Solamente nelle campagne del Lazio si stimano già 20 milioni di danni, con molte strutture pesantemente danneggiate.