Il Trentino Alto Adige e il sogno Cortina, "uniti per tutelare la cultura ladina"

Cronaca

Un doppio disegno di legge presentato in Senato riapre il dibattito sull’appartenenza territoriale. A proporlo è Meinhard Durnwalder, senatore della Südtiroler Volkspartei, che in Trentino-Alto Adige rappresenta le istanze delle minoranze linguistiche tedesca e ladina. L’obiettivo è spostare alcuni comuni oggi sotto l’amministrazione del Veneto e della Lombardia nell’orbita dell’autonomia speciale altoatesina. E anche se non si parla esplicitamente di Cortina, il pensiero va sempre lì

ascolta articolo

Presentati due disegni di legge da parte del senatore Svp Meinhard Durnwalder in cui si chiede il distacco e la contestuale aggregazione al Trentino-Alto Adige dei comuni Valvestino e Magasa, dalla regione Lombardia, e di Pedemonte, con la frazione di Casotto, dalla regione Veneto. Il passaggio alla Regione autonoma del Trentino-Alto Adige, secondo Durnwalder, risponderebbe a esigenze espresse localmente. Il senatore sostiene che la proposta non nasce da iniziative di partito, ma da richieste provenienti direttamente dalle comunità coinvolte.  E anche se Durnwalder non ha esplicitato il nome, il sogno resta sempre quello di "annettere" anche Cortina d'Ampezzo.

Durnwalder: "E' la popolazione che ce lo chiede"

Non è la distanza, ma ragioni culturali, storiche e di convenienza che spingono il 50enne senatore sudtirolese di lingua tedesca a firmare i due ddl per l'allargamento dei confini ai danni di Lombardia e Veneto . “Non siamo noi della Svp a spingere in questa direzione — precisa Durnwalder — ma è la popolazione stessa a chiederlo”. E ricorda, oltre all’annessione alla Lombardia imposta nel ‘29 da Mussolini per Valvestino, come nel 2008 il 73 per cento della popolazione di Pedemonte si sia espressa favorevolmente all’ipotesi di un passaggio alla Provincia autonoma di Trento. Lo stesso senatore spiega da dove nasce questa spinta: “L’appartenenza alla millenaria cultura ladina e il nostro evidente impegno a tutelarla". 

La cultura ladina

Riconosciuta come terza lingua ufficiale in Alto Adige, insegnata a scuola e presente su media come Rai Ladinia. La cultura ladina è un'antica e ricca tradizione millenaria, legata alla sua lingua neolatina che deriva dal latino volgare e dalle lingue pre-romane dei Reti, sopravvissuta nelle valli dolomitiche grazie all'isolamento. Questa cultura si esprime attraverso la lingua, usanze legate alla natura e all'agricoltura, miti (come il Regno dei Fanes) e una cucina tradizionale, ed è tutelata in Alto Adige come terzo gruppo etnico, con insegnamento scolastico e media dedicati.

La mossa di Durnwalder non passa inosservata

L’associazione pantirolese Andreas Hofer Bund rilancia subito e invita il senatore a presentare analoghi disegni di legge per Livinallongo, Colle Santa Lucia e anche Cortina per ripristinare l’unità dei ladini. Dario Bond, assessore regionale con delega alla Montagna del Veneto e presidente dei Fondi di confine però frena. “Non so se la Provincia autonoma di Bolzano o la Regione Veneto potranno mai dire di sì. Per me è un no secco, sono proposte ma che queste trovino l’applicabilità è un altro paio di maniche. Dico: stiamo attenti a giocare col fuoco, sono assetti molto delicati fatti di equilibri faticosamente raggiunti e che stanno dando buoni frutti, penso ad esempio alle Olimpiadi invernali”.

Cronaca: i più letti