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Coppia dell’acido, Cassazione conferma adottabilità del figlio

Cronaca

La Suprema Corte ha dato il via libera all’adottabilità del bimbo nato dalla relazione tra Martina Levato e Alexander Boettcher. Respinti ricorsi dei nonni, che si proponevano come adottanti. Il legale della ragazza: "Faremo ricorso alla Corte europea dei diritti umani"

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La Cassazione ha confermato l'adottabilità del bambino nato dalla relazione tra Martina Levato e Alexander Boettcher, i due giovani ritenuti responsabili di alcune aggressioni con l'acido a Milano. La Suprema Corte ha respinto anche i ricorsi dei nonni del bambino che si proponevano come adottanti. La ragazza, che ha partorito il 15 agosto del 2015, tramite il suo legale ha annunciato che farà “ricorso alla Corte Europea dei diritti umani".

Il bambino non può rimanere legato a dramma familiare

Nel respingere il ricorso dei nonni materni del bambino, che avevano chiesto di adottare il nipote, la Cassazione dice che i genitori di Martina non "hanno dimostrato una reale presa di coscienza delle atrocità delle condotte della figlia". Per questo, valutando il "superiore interesse del minore", va detto che il piccolo non può restare "legato alla famiglia di origine", perché "inevitabilmente sarebbe costretto a confrontarsi con la drammatica storia familiare dei suoi genitori", hanno scritto i giudici della Suprema Corte.

Levato in una lettera al proprio legale: “No a ingiusti rapimenti”

Nei giorni prima della sentenza della Cassazione, la Levato, in una lettera dal carcere di San Vittore indirizzata al proprio avvocato, Laura Cossar,  aveva parlato del figlio come di un qualcosa che “mi ha cambiato completamente”. Non solo. Aveva scritto Martina al legale: “Sappi che ti stimo come avvocato e come donna, perché con il tuo lavoro puoi salvare tante famiglie da ingiusti rapimenti”. La donna, nella stessa lettera, aveva anche gridato al "miracolo" perché il pg aveva chiesto che il piccolo venisse affidato ai nonni materni.

Il Pg aveva chiesto l’adozione ai nonni materni

Il 30 novembre 2017, infatti, il Procuratore generale della Cassazione, Francesca Ceriani, aveva chiesto di affidare ai nonni materni il figlio di Boettcher e Levato: “I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato - aveva sostenuto - Anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti, dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto”. A questa richiesta si era opposto il Comune di Milano, costituitosi in Cassazione come tutore del bambino.