Terremoto Amatrice, sindaco accusa: mai arrivati soldi da sms solidali

Cronaca

“Gestione scandalosa”, ha detto Pirozzi. D’accordo il primo cittadino di Accumoli: “Lo dissi a luglio e lo ripeto: operazione poco trasparente”. Protezione civile: “Nessun euro è sparito”. Procura Rieti apre inchiesta

Nemmeno un euro dei soldi che gli italiani hanno donato attraverso gli sms solidali sarebbe arrivato ai comuni colpiti dal terremoto il 24 agosto 2016. A denunciarlo è Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice. Dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d'Italia, ha detto: “La gestione degli sms solidali è stata scandalosa. Ad Amatrice, Accumoli e altri paesi non è arrivato niente. Per fortuna sono arrivati i soldi della solidarietà degli italiani”. E mentre secondo alcuni quotidiani la Procura di Rieti indagherà sulla vicenda, il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto per truffa aggravata. La Protezione civile, intanto, precisa: “Nessun euro donato dagli italiani è sparito”.

La denuncia di Pirozzi

I fondi raccolti attraverso gli sms di solidarietà (al numero 45500) per i terremotati del Centro Italia sono oltre 33 milioni di euro. Soldi che, secondo il sindaco Pirozzi, non sarebbero “mai arrivati alle popolazioni colpite dal sisma”. Il primo cittadino ha raccontato che quel denaro sarebbe stato utilizzato per altri scopi e per interventi “estranei alle aree pertinenti”. Come esempio, ha spiegato che in un primo momento una parte dei soldi sarebbe stata destinata alla costruzione di “una pista ciclabile in un paese delle Marche non colpito dalle scosse”. “Io per Amatrice – ha sottolineato Pirozzi ai giornalisti – ho avuto la fortuna di avere tanta solidarietà diretta da parte degli italiani. Però con la gestione degli sms si è dato un messaggio profondamente sbagliato. Tante persone in quei giorni hanno voluto dare un aiuto ai paesi distrutti, il fatto di non indirizzare lì i soldi è devastante perché così la gente non crede più a nulla. Bisognerebbe chiedere scusa agli italiani”.

Inchiesta della Procura di Rieti

Sulla destinazione degli oltre 33 milioni di euro, la Procura di Rieti aprirà un'inchiesta e sentirà lo stesso Pirozzi. Trattandosi però di fondi gestiti a Roma, da Protezione civile e Commissario per la ricostruzione, è probabile che il fascicolo finisca nella procura della Capitale. Il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva ha confermato: "Stiamo valutando cosa fare, abbiamo sentito cosa ha dichiarato il sindaco di Amatrice. Domani (lunedì 25 settembre 2017) aprirò un fascicolo a modello 45 e sentiremo anche cosa ha da dire in più il sindaco. Al momento non c'è alcuna ipotesi, si tratta solo di verificare il percorso fatto dalle donazioni". Poi ha aggiunto: "Sappiamo che quei fondi sono nella disponibilità della Protezione civile, quindi l'indagine avrà vita breve".

Il sindaco di Accumoli: “Operazione sms poco trasparente”

Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli (altro comune dell’epicentro). “Lo dissi a luglio e posso ripeterlo anche ora: l’operazione sms per me è stata poco trasparente. Ha deluso la popolazione”, ha dichiarato. E ancora: “Ricordo che l'iniziativa era nata all'indomani del sisma del 24 agosto per il nostro comune, per Amatrice e per Arquata del Tronto. È quantomeno singolare che quei fondi non siano arrivati ai comuni più colpiti, cioè Amatrice e Accumoli”. Sull’inchiesta, invece, Petrucci ha precisato: “Non ne so nulla e a luglio non fui contattato dopo le mie dichiarazioni”.

Protezione civile: “Nessun euro sparito”

Dopo le accuse, è arrivata la risposta della Protezione civile. In una nota, il Dipartimento ha spiegato che “nessun euro donato dagli italiani è sparito. Infatti, i fondi raccolti, come stabilito nel Protocollo d'intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma”. La Protezione civile precisa che le donazioni raccolte “sono confluite nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione dopo l'approvazione dei progetti proposti dalle Regioni d'intesa con i territori colpiti”. Nella nota, viene linkato anche “l’elenco dei progetti approvati nella seduta del 17 luglio scorso dal Comitato dei Garanti - che ha il compito di garantire la gestione trasparente delle risorse”. “Il Dipartimento della Protezione civile – conclude il comunicato – come ha sempre fatto continuerà a garantire la massima trasparenza e il corretto utilizzo dei fondi donati dagli italiani”.

De Micheli: "Strumentalizzazioni non aiutano ricostruzione"

Sulla vicenda interviene anche   il commissario per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia, Paola De Micheli: "Ogni polemica o strumentalizzazione - dice - non aiuta in alcun modo la ricostruzione e rischia di creare un clima sfavorevole alla ripartenza dei territori colpiti dal sisma. Le donazioni - sottolinea - non sono sparite, tutto è stato impiegato secondo le indicazioni di legge".

Cronaca: i più letti