Papa Francesco: "La Chiesa non sia ossessionata dal potere"

Cronaca
Papa Francesco a Prato - Foto: Getty

Nella sua visita pastorale in Toscana per il convegno nazionale della Cei il Pontefice lancia un appello all'umiltà. In precedenza da Prato aveva invitato a "combattere il cancro della corruzione e il veleno dell'illegalità"

"L'ho detto più volte e lo ripeto ancora oggi a voi: preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata". Così Papa Francesco, parlando a Firenze in occasione del convegno nazionale della Cei. Francesco ha quindi ribadito il suo "no" ad una Chiesa ossessionata dal potere e l'invito a lavorare per rendere questo mondo un posto migliore. In precedenza il Santo Padre era stato a Prato, dove aveva ricordato i sette operai cinesi morti due anni fa nel rogo dell'azienda dove lavoravano e ha invitato i fedeli a "combattere il cancro della corruzione e il veleno dell'illegalità"


Papa Francesco: "La riforma della Chiesa non sia solo un cambio di struttura"
- "Umiltà, disinteresse, beatitudine: questi - ha detto il Papa nel discorso nella cattedrale fiorentina - i tre tratti che voglio oggi presentare alla vostra meditazione sull'umanesimo cristiano che nasce dall'umanità del Figlio di Dio. E questi tratti - ha aggiunto - dicono qualcosa anche alla Chiesa italiana che oggi si riunisce per camminare insieme. Questi tratti ci dicono che non dobbiamo essere ossessionati dal 'potere', anche quando questo prende il volto di un potere utile e funzionale all'immagine sociale della Chiesa. Se la Chiesa non assume i sentimenti di Gesù, si disorienta, perde il senso. Se li assume, invece, sa essere all'altezza della sua missione. I sentimenti di Gesù ci dicono che una Chiesa che pensa a se stessa e ai propri interessi sarebbe triste. Le beatitudini, infine, sono lo specchio in cui guardarci, quello che ci permette di sapere se stiamo camminando sul sentiero giusto: e' uno specchio che non mente". "La riforma della Chiesa poi - e la Chiesa è semper reformanda - è aliena dal pelagianesimo. Essa non si esaurisce nell'ennesimo piano per cambiare le strutture. Significa invece innestarsi e radicarsi in Cristo lasciandosi condurre dallo Spirito. Allora tutto sarà possibile con genio e creatività". Lo dice il Papa al convegno della Chiesa italiana.


Francesco: "Combattere illegalità e corruzione" - "La vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell'illegalità" è stato il  monito con il quale Papa Francesco ha iniziato la sua visita a Prato. "Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità", ha esortato, nel corso di un incontro con il mondo del lavoro pratese, spiegando che "non si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di trasparenza". "Ricercare e scegliere sempre la verità - ha ammesso Francesco - non è facile, è però una decisione vitale che deve segnare profondamente l'esistenza di ciascuno e anche della società, perché sia più giusta e onesta".


Il Papa ricorda i sette lavoratori cinesi morti due anni fa - "La sacralità di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno" ha poi ribadito il Pontefice, nel discorso rivolto ai fedeli durante l'incontro nella piazza della Cattedrale di Prato. Interrompendo poi per un attimo la lettura del suo intervento e proseguendo a braccio, Francesco ha ricordato "i cinque uomini e le due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa, a causa di un incendio nella zona industriale di Prato. Vivevano e dormivano - ha raccontato -  all'interno del capannone industriale dove lavoravano, in un dormitorio ricavato in cartongesso. E' una tragedia dello sfruttamento delle condizioni umane di vita. Questo - ha sottolineato Francesco - non è un lavoro degno".


Il Pontefice: "Sono un pellegrino di passaggio"
- Un lungo applauso della folla ha poi accolto la battuta del Pontefice, che si è definito "un pellegrino di passaggio, poca cosa, ma almeno la volontà c'è". Tra i fedeli molti immigrati, molte anche le bandiere che davano il benvenuto a Francesco con gli ideogrammi cinesi. Fra loro anche molti immigrati. Circa il 20 per cento della popolazione pratese è infatti straniera.

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