Il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano, avviato nel 2018, è stato riconosciuto dall’Onu come World Restoration Flagship, uno dei progetti di riferimento a livello internazionale per il ripristino degli ecosistemi. È l'unico progetto europeo tra i premiati del 2026, insieme ad altre iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti
Il progetto Forestami della Città metropolitana di Milano ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale, venendo inserito dalle Nazioni Unite tra i World Restoration Flagship, le iniziative di riferimento globale per il ripristino degli ecosistemi. L'annuncio ufficiale è arrivato da Yerevan, in Armenia, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità COP17. Si tratta di un traguardo di grande importanza per l'Italia: Forestami è infatti l'unico progetto europeo a figurare tra i premiati del 2026, selezionato insieme ad altri quattro piani di rigenerazione ambientale attivi in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti.
Cura verde contro lo smog della Pianura Padana
Nato nel 2018 da una ricerca del Politecnico di Milano, il progetto punta a contrastare le storiche criticità ambientali e l'intensa urbanizzazione che caratterizzano l'area milanese e il bacino della Pianura Padana. La strategia per il 2030 prevede di incrementare del 5% la copertura arborea del territorio attraverso la messa a dimora di tre milioni di alberi, idealmente uno per ogni abitante della provincia. L'operazione porterà alla riqualificazione ecologica di 255 ettari di aree urbane, trasformando vecchi spazi dismessi e quartieri 'grigi' in nuove oasi naturali accessibili ai cittadini.
I benefici della natura nell'ecosistema urbano
L'inserimento di alberi e vegetazione nel tessuto metropolitano non risponde solo a un'esigenza estetica, ma rappresenta un'infrastruttura fondamentale per migliorare la salute pubblica e la vivibilità. La presenza diffusa di boschi urbani contribuisce a mitigare le temperature estive, a contrastare il fenomeno delle isole di calore e a migliorare la qualità dell'aria. Inoltre, l'incremento della biodiversità locale si rivela un alleato strategico per difendere il territorio dagli eventi meteorologici estremi e improvvisi legati al cambiamento climatico globale.
Una visione condivisa tra istituzioni e cittadini
"Quando abbiamo iniziato, ci siamo chiesti quanta CO2 avrebbero potuto assorbire tre milioni di nuovi alberi", ha spiegato l’architetto Stefano Boeri, ideatore e fondatore di Forestami, sottolineando come la chiave del successo risieda nella capacità di mettere in rete istituzioni, Comuni, imprese e comunità locali. A ritirare il premio in Armenia è stata Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica del progetto e docente al Politecnico, che ha rimarcato l'importanza di diffondere una nuova cultura della natura in città, affinché la cura dell'ambiente diventi parte della pianificazione urbanistica moderna e della quotidianità di ogni cittadino.
Il piano globale Onu per il ripristino della natura
I riconoscimenti World Restoration Flagship fanno parte del programma d'azione per il decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi (2021-2030), guidato congiuntamente dall'Unep (Programma per l'ambiente) e dalla Fao. Ad oggi, le Nazioni Unite hanno premiato complessivamente 35 progetti su larga scala in tutto il mondo. Secondo i dati diffusi dall'Onu, queste iniziative mirano a recuperare oltre 74 milioni di ettari di territori degradati sul pianeta, di cui più di 19 milioni sono già attivamente interessati dai primi interventi di riforestazione e tutela.