Introduzione
Non si può ancora parlare di una vera svolta ambientale, ma la 33esima edizione di Ecosistema urbano fotografa un quadro in lieve miglioramento per le città italiane. L'indagine realizzata da Legambiente e Ambiente Italia evidenzia progressi in alcuni indicatori, a partire dalla raccolta differenziata e dalla riduzione delle perdite della rete idrica, scese in media dal 36,1% al 34,7%. Il punteggio complessivo dei 106 Comuni capoluogo analizzati passa dal 53,8% al 55,7%.
Quello che devi sapere
I nodi da sciogliere
I segnali positivi non bastano però a risolvere i problemi che continuano a pesare sulla qualità ambientale delle città. Smog, consumo di suolo e traffico automobilistico restano le principali criticità. In particolare, il tasso di motorizzazione continua a crescere e raggiungere una media nazionale di 70 automobili ogni 100 abitanti.
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L'indicatore sulla depurazione delle acque
Tra le novità dell'edizione 2026 c'è l'introduzione di un parametro dedicato all'efficacia della depurazione delle acque. L'indicatore misura la presenza di sostanze organiche e inorganiche all'uscita dei depuratori: minore è la quantità di residui, migliore è la qualità ambientale. A distinguersi sono soprattutto Ascoli Piceno e Fermo, mentre tra le prime dieci trovano spazio anche Nuoro e Catania.
La classifica premia le città medio-piccole
La graduatoria è dominata da centri di dimensioni medio-piccole, prevalentemente collocati nel Nord Italia. La prima grande città metropolitana è Bologna, che pur restando la migliore tra le grandi perde tre posizioni e passa dal nono al dodicesimo posto. A invertire la tendenza nella top ten c'è Cosenza, che guadagna sette posizioni e arriva al nono posto.
Mantova conquista il primo posto
In vetta alla classifica c'è Mantova, che sorpassa Trento e torna al primo posto dopo i successi già ottenuti nel 2017 e nel 2018. Le due città si scambiano le posizioni rispetto all'anno precedente. Completa il podio Bolzano, mentre Cremona compie uno dei salti più significativi dell'anno, passando dalla dodicesima alla quarta posizione. Bene anche Reggio Emilia, che si conferma punto di riferimento per la mobilità ciclabile e si posiziona al quinto posto.
Trasporto pubblico in crescita nelle grandi città
Tra gli aspetti più positivi emerge l'aumento del numero di passeggeri che utilizzano il trasporto pubblico. Nella classifica generale le grandi città mantengono risultati simili a quelle dello scorso anno. Milano è tra i capoluoghi che migliorano di più, recuperando sette posizioni e arrivando al 50° posto. Più critica la situazione a Genova, che perde quattordici posizioni e scende dal 40° al 54° posto, anche per effetto di modifiche nei criteri di calcolo relativi ai dati del trasporto pubblico.
La situazione al Sud
Le maggiori difficoltà si concentrano al Sud. Sette delle ultime dieci posizioni della classifica sono occupate dalle città meridionali. Tra i grandi centri, soltanto Bari migliora la propria posizione, chiudendo al 71° posto. In fondo si trovano invece Catania, Palermo e Napoli, che occupa l'ultima posizione della graduatoria.
Napoli ultima
Il capoluogo campano perde altre tre posizioni e paga soprattutto i risultati negativi legati alla qualità dell'aria, alla raccolta differenziata, alla presenza di alberi in area urbana e al nuovo indicatore sulla depurazione delle acque, dove occupa l'ultima posizione tra le città che hanno fornito i dati. Non mancano segnali positivi. Napoli si distingue per la capacità di risposta alla richieste dell'indagine e ottiene buoni risultati anche sul fronte motorizzazione, grazie a una quota relativamente bassa di auto circolanti rispetto ad altre città urbane. Nel complesso però le criticità sono maggiori dei punti di forza.
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