Clima, allarme riscaldamento globale: +2,6° sulla Terra entro il 2100. Il report Onu

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Nel 2025 le emissioni globali di gas serra restano a livelli record e gli impegni climatici non sono sufficienti a evitare un aumento della temperatura globale di circa 2,6°C entro il 2100. Per invertire la tendenza, le emissioni globali dovrebbero diminuire drasticamente già entro il 2030

Nel 2025 le emissioni globali di gas serra hanno continuato a registrare livelli record. Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite, la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100, anche nell'ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti. "Le emissioni restano su livelli record", ha dichiarato il segretario generale Antonio Guterres in occasione della presentazione del rapporto annuale sul divario tra emissioni e obiettivi. "Inoltre, i piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti, lasciando presagire un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C".

L'obiettivo di 1,5 °C sempre più lontano

Il rapporto sottolinea che il pianeta è ormai "pericolosamente lontano" dal traguardo più ambizioso fissato dall'Accordo di Parigi del 2015: limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Dopo decenni di interventi ritenuti insufficienti, soprattutto da parte delle principali economie del G20, l'Onu ritiene che la possibilità di mantenere stabilmente il riscaldamento entro la soglia sia ormai sfumata. I Paesi del G20 sono infatti responsabili di circa tre quarti delle emissioni mondiali di gas serra, il che rende il loro ruolo decisivo nella lotta al cambiamento climatico.

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Le stime precedenti

Le nuove proiezioni risultano più pessimistiche rispetto a quelle pubblicate lo scorso anno, quando il riscaldamento era stimato tra 2,3°C e 2,5°C. Il peggioramento delle stime è legato a diversi fattori, tra cui il ritiro degli Stati Uniti (il secondo maggior inquinatore al mondo) dall'Accordo di Parigi e la revisione dei dati relativi alle emissioni storiche. Basandosi esclusivamente sulle politiche attuali, e senza considerare gli impegni a fare meglio, il riscaldamento globale potrebbe addirittura raggiungere i 2,8°C entro il 2100 - il doppio del livello odierno rispetto all'era preindustriale. Tra i sei maggiori emettitori, i dati preliminari per il 2025 indicano un aumento delle emissioni negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina, a fronte di una diminuzione in India, Russia e Unione europea.

 

Lo scenario più favorevole

Nonostante il quadro preoccupante, il rapporto individua anche uno scenario più favorevole, in cui il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi scendere nuovamente al di sotto di 1,5°C entro il 2100. Per raggiungere questo obiettivo, le emissioni globali dovrebbero ridursi del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. Per fare un confronto, secondo l'Onu, il rispetto degli attuali impegni climatici porterebbe a una riduzione di appena il 5-8% entro il 2030 e dell'11-15% entro il 2035. 

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