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Fridays for Future, i ragazzi tornano in piazza: sciopero per il clima il 27 settembre

Greta Thunberg all'Onu: la gente muore e voi parlate di soldi

4' di lettura

La sezione italiana del movimento guidato da Greta Thunberg ha organizzato eventi in oltre 100 città in occasione della #ClimateActionWeek. Tra le rivendicazioni: abbandono delle fonti di energia fossili e giustizia climatica per i popoli di tutto il mondo

I giovani si preparano a scendere in piazza il prossimo 27 settembre per protestare contro i cambiamenti climatici: il movimento italiano di #FridaysForFuture, che non ha un coordinamento centrale e per ora è un insieme di comitati cittadini, ha organizzato eventi in oltre 100 città in Italia in occasione della #ClimateActionWeek (LA DIRETTA). La contestazione è partita il 20 settembre e culminerà col terzo sciopero globale - il Global Climate Strike - del 27 settembre. Numerose sono le mobilitazioni che si stanno svolgendo in oltre 150 Paesi del mondo per esigere un cambiamento di rotta da parte dei leader globali che hanno partecipato al Climate Summit dell’Onu. "Il terzo Sciopero Globale per il Clima dovrà cambiare tutto" ha dichiarato Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che ha dato vita al movimento. (IL SUO DISCORSO ALL'ONU)

Le richieste: abbandono fonti di energia fossili e giustizia climatica

È la terza edizione dello sciopero sul clima, dopo le mobilitazioni del 15 marzo e del 24 maggio (FOTO) di quest'anno. Tre le richieste dei manifestanti: abbandono delle fonti di energia fossili e riduzione a zero delle emissioni di gas serra, giustizia climatica per i popoli di tutto il mondo, fiducia nella scienza. Sul profilo Facebook di Fridays For Future Italia vengono spiegate così le tre rivendicazioni: 1) Fuori dal fossile: raggiungimento dello 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per restare entro i +1.5 gradi di aumento medio globale della temperatura. 2) Tutti uniti, nessuno escluso: la transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale, utilizzando come faro il principio della giustizia climatica. 3) Rompiamo il silenzio, diamo voce alla scienza: valorizziamo la conoscenza scientifica, ascoltando e diffondendo i moniti degli studiosi più autorevoli di tutto il mondo. La scienza ci dice da anni qual è il problema e quali strumenti servono per risolverlo. Ora spetta alla politica il compito di agire".

Tantissimi eventi in tutta italia

"Una serie di catastrofi ambientali - dicono i giovani della Rete della Conoscenza - hanno aumentato l'attenzione ai cambiamenti climatici. La deforestazione del pianeta ha subìto una forte accelerazione a seguito dei violenti incendi che hanno colpito prima la Siberia, l'Amazzonia, l'Africa, l'Indonesia e molte altre zone, purtroppo spesso nel silenzio, anzi nella complicità di alcuni governi e leader mondiali allineati con gli interessi delle compagnie private che lucrano sfruttando le terre disboscate". Gli attivisti di #Fridays delle diverse città italiane - rendono noto gli studenti - hanno preparato "un calendario ricco di eventi per l'intera settimana, conferenze con associazioni e scienziati, flash mob, e biciclettate riempiranno la città italiane fino alla manifestazione del 27 settembre che coinvolgerà non solo studenti ma anche adulti di ogni età, tutti insieme per dimostrare la loro preoccupazione per la traiettoria ambientale e climatica che deve cambiare".

La proposta di Fioramonti di giustificare le assenze degli studenti

Allo sciopero hanno aderito diverse sigle sindacali, tra cui Flc Cgil, Cisl, Uil e Cobas. Messaggi di adesione sono arrivati anche da note personalità come il meteorologo Luca Mercalli e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini. Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha condiviso su Facebook la circolare inviata ai dirigenti scolastici e ai direttori degli uffici scolastici regionali nella quale ha invitato gli insegnanti a "considerare giustificate le assenze degli studenti" in occasione della "mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico". Una presa di posizione che non è piaciuta al leader della Lega Matteo Salvini, che ha commentato: "Dopo aver proposto la tassa sulle merendine, il geniale ministro propone la "bigiata" di massa. Ma secondo voi ci è o ci fa?".

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