Microplastiche invadono mar dei Sargassi, tartarughe a rischio

Ambiente

Una ricerca dell’Università della Florida ha documentato un'“estrema concentrazione” di materiale plastico nel nord Atlantico, che aggredirebbe la diffusione di una particolare alga vitale per molte specie

Le microplastiche stanno invadendo i nostri mari. Lo dice uno studio dell’Università della Florida che ha preso in analisi le acque del mar dei Sargassi, nel nord dell'oceano Atlantico. I ricercatori hanno documentato una "estrema concentrazione" che ha messo in allarme la comunità scientifica, soprattutto per la sopravvivenza delle tartarughe marine.

La particolare alga Sargasso

L’ambiente, oggetto dell’indagine dell’Università, è un delicato e importante ecosistema, noto per la biodiversità che accoglie. A partire dalla straordinaria concentrazione di un’alga che prende il suo nome: "Sargasso". Il principale alimento, ma anche la casa di molti animali, tra cui le tartarughe marine.

L'effetto sulla temperatura

Per i ricercatori però l’alga Sargasso è importante anche per un altro fattore: la temperatura. "Incide sulla temperatura dell’acqua – hanno spiegato –. Crea un ambiente favorevole, che può aiutare le giovani tartarughe nel loro sviluppo". L’enorme concentrazione di queste microplastiche metterebbe dunque a rischio anche la sopravvivenza di questi animali protetti, oltre che essere l’ennesimo segno dell’inquinamento dei nostri mari.

Cosa sono le microplastiche

Le microplastiche sono piccole particelle di materiale plastico della grandezza inferiore a un millimetro. Provengono totalmente dai rifiuti dell’uomo e possono essere il risultato diretto dell'uso di questi materiali o l’effetto di una progressiva frammentazione della plastica abbandonata in mare.

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