Migliaia di tartarughe marine minacciate da plastica e rifiuti

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Secondo TartaLife, decine di migliaia di esemplari entrano in contatto con attrezzi da pesca nelle acque italiane. Molte ingeriscono materiale plastico, scambiandolo per cibo - LO SPECIALE SKY: UN MARE DA SALVARE

Sono decine di migliaia le tartarughe marine che ogni anno entrano accidentalmente in contatto con attrezzi da pesca nelle acque italiane: molte non sopravvivono. C’è poi la minaccia della plastica: uno studio dell’Università di Siena, eseguito su oltre 560 esemplari di tartaruga Caretta caretta, ha rilevato che l'80% degli animali esaminati ha ingerito rifiuti di questo materiale. In occasione del World Sea Turtle Day del Wwf, il progetto TartaLife, finanziato dalla Commissione Europea e pensato per tutelare questi animali a rischio, fa il punto sui rifiuti marini e sulla salvaguardia delle tartarughe. La data per il World Sea Turtle Day è stata scelta dal Wwf in omaggio al professor Archie Carr, noto studioso di tartarughe, nato il 16 giugno 1909. (LO SPECIALE SKY: UN MARE DA SALVARE).

Plastica scambiata per cibo

Secondo TartaLife le zone più a rischio per le tartarughe sono l’Adriatico, che rappresenta una fondamentale area di alimentazione, lo Ionio, lo stretto di Sicilia e il basso Tirreno. Cercano spiagge adatte alla nidificazione, ma nel loro percorso rimangono intrappolate in grovigli di rifiuti o altri oggetti estranei al loro ecosistema. In alcuni casi scambiano buste e frammenti di plastica per meduse e li ingeriscono. Con gravi conseguenze: la plastica nell’organismo può determinare il galleggiamento forzato, può causare soffocamento o blocco intestinale e può introdurre nell’organismo virus e agenti patogeni.

Legambiente: "Non lasciare rifiuti in mare e in spiaggia"

"Da inizio progetto - ha dichiarato Alessandro Lucchetti del CNR-ISMAR - sono circa 1.000 le tartarughe prese in cura nei centri TartaLife". "La tutela delle tartarughe marine non può prescindere dalla collaborazione dei pescatori", ha aggiunto. "Per contribuire a salvare questi splendidi abitanti del mare, è importante non lasciare rifiuti abbandonati, non solo sulle spiagge ma nemmeno sulla terra ferma, perché ciò che butti male, ti ritrovi in mare", spiega invece il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. 

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