Model 3, le novità e le incognite della grande scommessa di Tesla

La Model 3 è stata lanciata il 28 luglio 2017 (Getty Images)
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Lanciata nel 2016, è uscita dalla fabbrica a luglio. Tuttavia le previsioni del ceo Elon Musk (1500 unità prodotte entro settembre e 5mila a settimana entro dicembre) non sono state rispettate  

La Model 3 è la più grande scommessa di Tesla. È infatti stata concepita come la prima vettura del gruppo rivolta al grande pubblico. Questione, innanzitutto, di prezzo: costa 35mila dollari, non certo quanto un'utilitaria ma molto meno rispetto a Model S e Model X, che si aggirano intorno agli 80mila. Motivo per cui con la piccola di casa, Tesla mira a moltiplicare le auto prodotte e uscire dalla nicchia.

Gli obiettivi della Model 3

Il ceo di Tesla Elon Musk ha presentato la Model 3 il 31 marzo 2016. E ha iniziato a raccogliere i pre-ordini: molti clienti hanno versato un acconto prima ancora di conoscere le caratteristiche dell'auto. Il primo esemplare è uscito dalla catena di montaggio nei primi giorni di luglio. Il 28 dello stesso mese c'è stata la consegna ufficiale delle prime unità (una trentina, quasi tutte destinate come bonus ai dipendenti). Obiettivo posto dalla società: 1500 pezzi da produrre entro la fine di settembre, 5mila a settimana entro dicembre 2018 e 500mila unità in tutto il prossimo anno.

I ritardi nella produzione

Come sono andate le cose fino a ora? La risposta ufficiale è arrivata con i risultati della trimestrale diffusa il primo novembre: entro settembre, Tesla ne ha consegnate 222, meno di un quinto di quanto previsto. Una partenza che farà slittare la tabella di marcia: il traguardo delle 5mila unità a settimana è stato così spostato da dicembre 2017 al primo trimestre del 2018. Ma non è una certezza. Sempre secondo le parole dell'azienda, la conferma del crono-programma arriverà nei primi giorni di gennaio, quando la società riporterà i dari di produzione relativi al periodo ottobre-dicembre.

La sfida di Elon Musk

La sfida della Model 3 non è da poco. Perché 500mila unità in un anno richiedono un salto produttivo enorme. Per capirlo, basta dire che in tutta la sua storia - iniziata nel 2003 - Tesla ha venduto poco più di 250mila vetture, nonostante una capitalizzazione che, tra le cause automobilistiche, è seconda solo a GM. Il prezzo di Model S e Model X è stato un ostacolo verso il raggiungimento di volumi elevati. I due modelli di lusso, anche nel corso dell'ultimo trimestre, hanno fatto la loro parte: vendite aumentate del 4,5%, seppur su numeri ancora contenuti (poco meno di 26mila veicoli venduti). La Model 3, in altre parole, è la vettura che può dare a Tesla un'altra dimensione.

Cambio in corsa

Proprio in un momento così delicato, Tesla ha annunciato il licenziamento di centinaia di dipendenti. Non ci sono dati ufficiali sui numeri, ma dovrebbero essere tra i 400 e i 700. Poco trapela anche sui motivi. La società ha parlato di "revisione annuale sulle prestazioni dei lavoratori". Elon Musk, però, deve accelerare. Ecco perché, sempre nel documento che accompagna la trimestrale, ha svelato che "produrrà il 10% in meno di Model S e Model X per riallocare parte della forza lavoro verso la produzione della Model 3".

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