Dai primi fallimenti al progetto Marte: l'incredibile storia di SpaceX

La capsula Dragon di SpaceX in orbita attorno alla Terra (Getty Images)
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Dal Falcon, lanciato il 28 settembre 2008, alla capsuala Dragon. Fino al progetto di eplorare il pianeta rosso. Così l'azienda privata di Elon Musk ha conquistato lo spazio e la fiducia delle Nasa  

Il 28 settembre 2008 è il giorno in cui SpaceX decolla. La società fondata da Elon Musk, nata nel 2002, dopo anni di sviluppo e fallimenti, riesce a concludere con successo il primo lancio del Falcon 1. È una data storica: è la prima volta che un razzo sviluppato da una società privata raggiunge l'orbita terrestre.

 

Il primo lancio

Il Falcon 1 decolla alle 16,15 (23,15 ora italiana) dal Ronald Reagan Ballistic missile defense test site, la piattaforma di lancio che si trova sull'isola di Omelek, nel Pacifico. Il successo viene definot da Musk “un grande giorno per SpaceX, il culmine di un enorme sforzo”. Quello che il fondatore non dice è che si tratta del quarto tentativo. Forse sarebbe stato anche l'ultimo, in caso di insuccesso. I primi tre infatti erano falliti, bruciando miliardi di dollari. Ma il 28 settembre del 2008 va tutto bene. E poche ore dopo la Nasa chiama Musk per sottoscrivere un contratto da 1,6 miliardi di dollari. Obiettivo: coinvolgere la società nel trasporto di merci verso la Stazione spaziale internazionale. SpaceX è il primo privato che svolge questo compito per l'agenzia spaziale.

 

Dai razzi alle capsule

Il Falcon 1 è il capostipite dei veicoli spaziali di SpaceX. Ma non è l'unico. Musk accelera e, alla fine del 2010, lancia il Falcon 9. Il razzo spingerà nel 2012 l'altra creazione della casa, la capsula Dragon, verso la Stazione spaziale internazionale. È il primo mezzo prodotto da un privato a farlo, per ora come cargo (cioè per trasportare merci), ma non si esclude che Dragon possa ospitare in futuro un equipaggio umano. Nel dicembre 2015 è la volta di un altro passo: il Falcon 9 diventa il primo veicolo privato a decollare e tornare sulla terraferma, grazie a un atterraggio verticale. È una tecnologia che abbatte i costi, perché consente di “riciclare” i materiali e riutilizzare lo stesso razzo per più lanci.

 

SpaceX verso Marte

SpaceX ha già raggiunto un obiettivo: diventare una società privata che vive di lanci spaziali, collaborando in pianta stabile con la Nasa e incassando le compagnie che vogliono sparare in orbita i pripri satelliti. Nel futuro della società, almeno nella visione del suo fondatore, ci sono il turismo e (soprattutto) l'esplorazione spaziale. Verso Marte. Musk pensa che sul pineta rosso ci saranno città umane entro una cinquantina di anni. Ma quando ci si metterà piede? Musk ha 46 anni. E ha detto che vorrebbe “morire su Marte, anche se non nell'impatto” della sua navicella. Immaginare l'evoluzione tecnologica da qui ai prossimi decenni è impossibile. SpaceX ha provato a farlo, anche con un “sistema di trasporto interplanetario” spinto da venti solari. Musk avrà visto giusto anche stavolta?

 

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