Inizia la costruzione di Elt, il telescopio più grande del mondo

Tecnici del Laboratorio Astrofisico di Marsiglia al lavoro durante la progettazione di Elt (Getty Images)
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Conto alla rovescia in Cile per la posa della prima pietra di Elt, "il più grande occhio del mondo rivolto al cielo". Il suo obiettivo: cercare altri pianeti in grado di ospitare la vita

Il 26 maggio sarà una data importante per l'astronomia. Infatti sul Cerro Armazones avverrà la posa della prima pietra per la costruzione di Elt, quello che presto diventerà il più grande telescopio al mondo acronimo che sta per Extremely Large Telescope (telescopio europeo estremamente grande). Al primato ha contribuito anche l'Italia attraverso l'attività dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Costruito sulle Ande cilene dall'Osservatorio Europeo Australe (Eso), Elt avrà un obiettivo ben preciso: cercare nuovi pianeti in grado di ospitare la vita al di fuori del Sistema Solare.

Il contributo italiano a Elt

Lo specchio del telescopio Elt ha un diametro di 39 metri, il che lo rende almeno dieci volte più grande delle attuali "super-attrezzature" per scrutare il cielo. La tecnologia è stata progettata sin dal 2005, momento in cui l'Eso ha coinvolto la comunità di astronomi e astrofisici al fine di determinare le caratteristiche del nuovo telescopio. A questo primato l'Italia ha contribuito con le ricerca dell'Inaf e con la tecnologia, grazie a un contratto da 400 milioni di euro firmato tra l'Eso e il consorzio di aziende italiane ACe, composto da Astaldi, Cimolai ed EIE. "L'Elt è un'infrastruttura scientifica di proporzioni gigantesche, il telescopio più grande e ambizioso al mondo" ha dichiarato il presidente dell'Inaf, Nicolò D'Amico, all'Ansa.

Obiettivo: scoprire nuovi pianeti abitabili e non solo

L'obiettivo di Elt è chiaro: il telescopio dovrà scovare nuovi pianeti abitabili al di fuori del Sistema Solare. Dopo la scoperta di Trappist-1 e del pianeta Lhs 1140b, trovare nuovi suoli abitabili non sembra un'impresa impossibile, ma resta laboriosa. Pertanto c'è bisogno di macchine sempre più potenti per ampliare il raggio d'azione della ricerca. "Siamo in un'epoca in cui stiamo scoprendo migliaia di pianeti esterni al Sistema Solare, molti dei quali si trovano a una tale distanza dalla loro stella da poter ospitare forme di vita". Nell'idea di D'Amico e di tutti coloro che hanno investito nel progetto, il telescopio servirà a raccogliere dati certi, studiando la composizione chimica dell'atmosfera di queste nuove potenziali "case" per l'umanità. Inoltre, Elt effettuerà anche studi di "archeologia stellare" nelle galassie vicine contribuirà all'ampliamento delle nozioni di cosmologia, misurando le proprietà delle prime stelle e galassie. Investigherà anche la natura della materia oscura e dell'energia oscura. Gli astronomi dell'Eso sostengono che Elt potrebbe portare anche alla scoperta di "qualcosa di inaspettato".

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