Anche gli uomini di Neanderthal (a volte) erano vegetariani

Placche dentali di uomini di Neanderthal rinvenuti in Belgio (Getty Images)
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Secondo una ricerca pubblicata su "Nature" il nostro antenato estinto 40mila anni sarebbe stato in grado di adattare la propria alimentazione in base all'ambiente. Anche rinunciando alla carne

Anche l'uomo di Neanderthal, sarebbe stato, a volte, vegetariano. E' quanto rivela uno studio pubblicato su "Nature" dedicato alla dieta di questo antenato del genere umano. Dall'analisi del Dna estrapolato da alcune placche dentali si potrebbe dedurre infatti che alcuni esemplari vissuti nell'attuale Belgio fossero prevalentemente carnivori, mentre altri due Neanderthal “spagnoli” completamente vegetariani.

 

Belgi carnivori, Spagnoli vegetariani – Il Dna estratto dai denti, spiega lo studio, contiene una “notevole sorgente di informazioni sul comportamento e la salute delle antiche specie ominidi”; il più antico campione analizzato dal vasto team di scienziati risale a 48mila anni fa. Fino ad ora le evidenze sulle possibili somiglianze dell'uomo di Neanderthal con l'uomo attuale non avevano toccato la dieta o le malattie.

 

La "vera" dieta preistorica - Dall'osservazione di un primo gruppo di uomini preistorici rivenuti presso le grotte di Spy in Belgio, si è appreso come essi si nutrissero prevalentemente di carne, rinoceronti lanosi e mufloni “tipici della steppa” che allora caratterizzavano quell'area geografica. Gli esemplari provenienti dalla caverna di El Sidrón in Spagna (nelle Asturie), al contrario, si nutrivano di soprattutto di funghi, pinoli e non mostrano traccia di carne nella dieta; anche qui l'ambiente circostante, ricco di foreste, spiegherebbe questo comportamento. Sulla base di queste evidenze, suggerisce all' "Atlantic" Laura Weyrich, una delle autrici della ricerca, “la vera dieta preistorica” non è quella senza carboidrati spesso invocata da alcuni, bensì è “mangiare qualsiasi cosa sia là fuori nell'ambiente”.

 

Rimedi naturali contro le malattie – Dalle ricerche sui si reperti di El Sidrón è stato perfino possibile osservare come la presenza di un parassita responsabile della diarrea era stato contrastato, si ipotizza, con il penicillio ritrovato nella placca dentale. Da quest'ultimo fungo, moltissimi secoli più tardi, si sarebbe estratto l'antibiotico diventato noto come pennicillina. Non solo: è stato rinvenuta anche della corteccia di pioppo, la quale contiene il principio attivo dell'Aspirina. Il Neanderthal potrebbe, dunque, aver sperimentato rimedi naturali contro malattie e infezioni.

 

I dubbi dei ricercatori – Il ritratto dell'uomo di Neanderthal che viene dipinto dalla ricerca mostra un antenato particolarmente versatile, in grado di adattare proprie abitudini alimentari alle risorse disponibili. In particolare, gli uomini preistorici che hanno abitato regioni nordiche avevano meno disponibilità di vegetali e si dedicavano quindi alla caccia. Viceversa, le minori quantità di selvaggina nell'area delle Asturie imponevano una dieta basata sui vegetali. I risultati, però, necessitano di ulteriori conferme: non è ancora chiaro se il metodo con il quale i dati sull'alimentazione vengono ricavati dai denti si riferiscano, ad esempio, “agli ultimi dieci anni di vita o all'ultimo pasto consumato”, ammette la Weyrich.

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